Leila muore a 27 anni dopo la leucemia, il fratello donatore di midollo racconta l'ultimo abbraccio

Leila Karrobi è morta a 27 anni dopo tre anni di cure per una grave forma di leucemia. Il fratello Keyvan, che le aveva donato il midollo, racconta gli ultimi mesi, la speranza e l’addio.

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La vita di Leila Karrobi si è fermata a 27 anni, all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Originaria di Ponte Piave, combatteva da tre anni contro una leucemia linfoblastica acuta che non le ha lasciato scampo.

Accanto a lei, fino all’ultimo giorno, c’è stato il fratello Keyvan. È lui che, quando i medici hanno indicato il trapianto come unica possibilità, ha deciso di donarle il midollo. Un tentativo estremo che non è bastato, ma che ha rafforzato un legame già profondissimo.

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La diagnosi arriva all’improvviso, dopo una corsa in pronto soccorso. Da quel momento la quotidianità cambia: ricoveri, terapie, attese. Keyvan riduce il lavoro, consuma ferie e permessi, passa il tempo libero in reparto. Stare con lei diventa l’unica priorità.

La compatibilità emerge dagli esami. I medici scelgono lui come donatore. La preparazione è serrata: controlli continui, farmaci, restrizioni. Nei giorni prima del trapianto di midollo, anche il corpo di Keyvan cede, costringendolo al ricovero. Per lui, però, conta solo una cosa: provare a salvarla.

Il rapporto tra i due va oltre quello tra fratelli. Cresciuti fianco a fianco, erano protettivi e gelosi l’uno dell’altra. Leila, negli ultimi mesi, chiedeva che fosse lui ad accompagnarla a letto, a prenderla in braccio. Diceva che così si sentiva al sicuro.

Di lei restano il carattere vivace, la curiosità, l’amore per i viaggi e per la natura. Organizzava tutto, raccontava ogni luogo con entusiasmo, trascinava chiunque le stesse accanto. Prima di andarsene, ha lasciato al fratello una frase che oggi pesa come un’eredità: “Tu sei il mio super eroe”.