È morto Francesco Calogero, fisico teorico italiano e Nobel per la Pace con Pugwash
Fisico teorico di rilievo internazionale e protagonista delle battaglie per il disarmo nucleare, Francesco Calogero è morto a Roma a 90 anni. Nel 1995 ritirò il Nobel per la Pace assegnato alle Pugwash Conferences.
Francesco Calogero è morto sabato 31 gennaio a Roma, all’età di 90 anni. Nato a Fiesole il 6 febbraio 1935, è stato uno dei maggiori fisici teorici italiani del secondo Novecento e una figura centrale nel movimento internazionale per il disarmo nucleare.
Professore emerito di fisica teorica all’Università La Sapienza, Calogero ha legato il proprio nome a contributi fondamentali nella fisica matematica, in particolare nello studio dei sistemi dinamici a molti corpi e delle equazioni non lineari.
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Figlio del filosofo Guido Calogero, trascorse l’infanzia a Scanno, in Abruzzo, durante il confino del padre imposto dal regime fascista. In quel periodo entrò in contatto con ambienti intellettuali antifascisti che segnarono in modo duraturo la sua formazione culturale.
Si laureò con lode in fisica all’Università di Roma nel 1958. Dopo una rapida carriera accademica, nel 1976 divenne professore ordinario alla Sapienza, incarico mantenuto fino al pensionamento nel 2009.
Il suo lavoro scientifico è noto soprattutto per il sistema Calogero-Moser, modello diventato un riferimento nello studio dei sistemi integrabili e della meccanica statistica. La sua produzione comprende oltre 340 articoli su riviste internazionali e cinque monografie.
Tra i riconoscimenti ricevuti figurano il Premio Dannie Heineman per la fisica matematica dell’American Physical Society nel 2019 e il Premio del Presidente della Repubblica conferito dall’Accademia dei Lincei.
Accanto alla ricerca, Calogero ha svolto un’intensa attività civile. L’interesse per il tema delle armi nucleari nacque all’inizio degli anni Sessanta, durante la crisi dei missili di Cuba, quando maturò la convinzione dei rischi globali legati alla proliferazione atomica.
Fu tra i fondatori di Isodarco e dell’Unione Scienziati per il Disarmo, diventando un punto di riferimento internazionale nelle politiche di controllo degli armamenti.
Dal 1989 al 1997 ricoprì il ruolo di segretario generale delle Pugwash Conferences on Science and World Affairs. In questa veste, il 10 dicembre 1995, ritirò a Oslo il Premio Nobel per la Pace assegnato all’organizzazione e a Joseph Rotblat.
Durante quegli anni coordinò decine di conferenze internazionali e lavorò anche su dossier sensibili, come la gestione delle scorte di uranio arricchito nella Russia post-sovietica, per ridurre il rischio di traffici illegali.
Alla divulgazione e al dibattito pubblico dedicò oltre 420 articoli e diversi volumi su scienza, sicurezza globale e disarmo. Nel 2006 ricevette il Premio Nazionale Nonviolenza.
Alla Sapienza ha formato generazioni di studenti, trasmettendo un’idea della ricerca scientifica legata alla responsabilità sociale. Negli ultimi interventi pubblici aveva espresso preoccupazione per il ritorno del tema del riarmo nel dibattito internazionale.