Assolto in appello il professore accusato di atti sessuali con una studentessa minorenne
La Corte d’Appello di Milano ribalta la condanna per un ex docente accusato di atti sessuali con una 16enne. Per i giudici il fatto non sussiste e non ci fu abuso. Disposta anche la restituzione di 10mila euro già versati alla ragazza.
La Corte d’Appello di Milano ha assolto un ex insegnante di 65 anni residente a Lissone, in provincia di Monza e Brianza, finito a processo per presunti atti sessuali con una studentessa di 16 anni. I giudici di secondo grado hanno ribaltato la sentenza emessa dal Tribunale di Monza nel 2024, che aveva portato a una condanna a tre anni e nove mesi di carcere.
Secondo la decisione dei magistrati, il fatto non sussiste. La Corte ha inoltre stabilito che all’uomo venga restituita la somma di 10mila euro già versata alla ragazza come provvisionale nel corso del procedimento di primo grado.
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L’episodio al centro dell’inchiesta risale al 2019. Il docente era stato sorpreso da uno studente all’interno dei bagni della scuola mentre stava baciando l’alunna. Da quell’episodio era scattata l’indagine che aveva portato al processo e alla condanna iniziale.
In appello la difesa ha sostenuto l’assenza di qualsiasi forma di costrizione o abuso. L’avvocato dell’ex professore ha riferito che, dopo circa quattro ore di camera di consiglio, i giudici hanno riconosciuto che tra i due vi fosse un coinvolgimento sentimentale, escludendo rilievi penali nei comportamenti contestati.
Dopo la lettura della sentenza l’ex insegnante si è commosso in aula. Il legale ha parlato di un verdetto che chiude una lunga vicenda giudiziaria, sottolineando gli effetti personali e professionali che il caso ha avuto sull’uomo durante gli anni del procedimento.