Niscemi, frana e sfollati in aumento: zona rossa verso il centro e inchiesta sui ritardi
A Niscemi cresce il numero degli sfollati mentre la frana avanza verso il centro. La zona rossa può estendersi ancora e centinaia di famiglie hanno lasciato le case. Annunciati stop ai mutui, aiuti alle imprese e una commissione d’indagine.
Niscemi perde pezzi di territorio mentre la frana continua a muoversi. Le abitazioni evacuate aumentano e gli sfollati hanno raggiunto quota 1.600. L’area interdetta si avvicina al cuore della città e l’emergenza resta aperta.
Il limite di sicurezza, fissato in una fascia di 150 metri, potrebbe arretrare ancora se cedessero altri tratti del costone di sabbia e argilla. «La linea del fronte arretra verso il centro abitato e la zona rossa è destinata ad allargarsi», ha spiegato il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci.
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Tra le strade svuotate restano scene di dolore. C’è chi piange davanti alle telecamere raccontando di aver perso tutto, chi esce accompagnato dai carabinieri portando via solo pochi oggetti, una statua della Madonna, qualche ricordo. Un uomo ripete che la sua casa non esiste più, inghiottita dalla frana.
Sul fronte degli aiuti il governo annuncia interventi rapidi. Prevista la sospensione delle rate dei mutui e di altre obbligazioni. In corso anche la definizione di ammortizzatori per le imprese ferme, che non riescono a sostenere i contributi dei lavoratori. Alcune misure sarebbero già in firma, altre richiederanno un passaggio in Consiglio dei ministri.
Intanto si accende lo scontro politico sulle risorse. Le opposizioni chiedono di destinare fondi previsti per il Ponte sullo Stretto all’emergenza, ipotesi respinta dalla maggioranza. Restano sul tavolo le promesse di indennizzi veloci per le famiglie colpite.
Musumeci ha annunciato l’istituzione di una commissione per verificare cosa sia stato fatto per la messa in sicurezza del territorio dopo la frana del 1997. Anche la Procura di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo. Il procuratore Salvatore Vella ha incontrato i consulenti per un primo punto tecnico.
Il sindaco Massimiliano Conti respinge le accuse di inerzia. Sostiene che solo a dicembre 2025 sarebbero arrivati i fondi relativi alle fasi successive agli eventi di quasi trent’anni fa. L’amministrazione, afferma, è ora concentrata sull’assistenza ai cittadini e sulle esigenze immediate.
Tra il 2021 e il 2023, però, l’Autorità di Bacino siciliana aveva sollecitato il Comune a presentare il progetto esecutivo per il consolidamento del versante ovest e del belvedere. In precedenza, nel 2014 e nel 2019, erano state caricate sulla piattaforma Rendis proposte per due interventi da oltre 11 milioni di euro, mai completate con la progettazione esecutiva, passaggio che ha bloccato l’iter.