Truffa case vacanza a Rimini, condannato 60enne per affitti inesistenti online
Condannato a Rimini un 60enne accusato di aver affittato online case vacanza inesistenti tra il 2017 e il 2018. Decine di turisti avevano pagato caparre per appartamenti mai disponibili, scoprendo la truffa solo all’arrivo in riviera.
Un uomo di 60 anni, originario di Bari, è stato condannato dal tribunale di Rimini a 2 anni e 10 mesi di carcere per una serie di raggiri legati alle case vacanza inesistenti. Le indagini hanno ricostruito episodi avvenuti tra il 2017 e il 2018, quando decine di turisti avevano scelto la Riviera romagnola per le ferie senza trovare l’alloggio prenotato.
Il sistema era sempre lo stesso. Online comparivano annunci per appartamenti in zone richieste come Marina Centro e Marebello. Foto curate, prezzi convenienti e contatti telefonici servivano a convincere le persone a versare caparre e anticipi tramite bonifici o vaglia. Una volta arrivati a Rimini, gli affittuari scoprivano che le abitazioni risultavano occupate da altri oppure che gli indirizzi indicati non esistevano.
In aula è emersa una lunga sequenza di episodi simili. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna più alta, pari a 4 anni, ricordando i precedenti dell’imputato e la continuità delle condotte. I giudici hanno riconosciuto una decina di truffe portate a termine con lo stesso metodo, arrivando alla pena definitiva.
Dalle indagini è risultato che l’uomo non agiva da solo in tutte le occasioni e che in un caso avrebbe continuato a gestire gli annunci falsi anche mentre si trovava agli arresti domiciliari per altre condanne. Questo elemento è stato valutato nella definizione della sua pericolosità e nella ricostruzione dell’attività legata alle truffe online.
Oltre alla pena detentiva, il giudice ha stabilito le responsabilità civili nei confronti delle persone che si sono costituite parte civile nel processo, aprendo la strada ai risarcimenti per chi aveva versato denaro per affitti mai avuti.