Ucraina, droni russi su Zaporizhzhia: tre morti a Vilniansk

Tre vittime in un attacco con droni russi su Vilniansk, nella regione di Zaporizhzhia. Colpite aree residenziali. Intanto l’Ue chiede più pressione su Mosca mentre si preparano nuovi colloqui internazionali.

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Tre persone hanno perso la vita dopo un attacco russo con droni nella regione di Zaporizhzhia, nell’Ucraina centro-orientale. I velivoli senza pilota hanno colpito zone abitate della città di Vilniansk durante la notte.

A riferirlo è stato il capo dell’amministrazione militare locale, Ivan Fedorov. Due donne e un uomo sono rimasti uccisi, mentre un’altra persona ha riportato ferite. I raid hanno interessato quartieri residenziali, lontani da obiettivi militari.

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Mentre sul terreno continuano gli attacchi, la diplomazia prova a muoversi. Domenica ad Abu Dhabi sono previsti nuovi colloqui che coinvolgono Ucraina, Stati Uniti e Russia. Da Bruxelles, però, arrivano parole dure nei confronti di Mosca.

L’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, sostiene che servano misure più incisive per costringere il Cremlino a negoziare. Secondo lei, la delegazione russa è composta da militari senza un mandato per definire una pace e questo dimostrerebbe la mancanza di volontà reale di chiudere il conflitto.

Kallas accusa Mosca di aver intensificato gli attacchi contro i civili. Ospedali, scuole, palazzi e infrastrutture energetiche rientrano tra i bersagli. L’obiettivo, afferma, sarebbe piegare la popolazione ucraina colpendo servizi essenziali, soprattutto con l’inverno alle porte. In ottobre, ha ricordato, la quota di obiettivi civili colpiti aveva raggiunto il 93%.

Nel dibattito tra i ministri degli Esteri europei si parla anche di garanzie di sicurezza per Kiev e di nuove leve economiche contro la Russia, compresa l’ipotesi di inserirla tra le entità coinvolte nel riciclaggio di denaro, pratica che secondo Bruxelles contribuirebbe a finanziare la guerra.

Sul fronte della sicurezza interna europea interviene anche il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna. Propone una lista comune dei combattenti russi da escludere dall’area Schengen. A suo dire, in Russia ci sarebbero quasi un milione di uomini coinvolti nei combattimenti, molti dei quali con precedenti penali.

L’Estonia ha già segnalato circa 300 nomi. Tsahkna ritiene che il lavoro debba essere coordinato a livello Ue, con il coinvolgimento dei ministeri dell’Interno e delle agenzie nazionali. Il timore è che, finita la guerra, ex combattenti possano entrare in Europa e rappresentare un rischio per la sicurezza dei Paesi membri.