Iran, Trump valuta raid militari: nel mirino leader, siti nucleari e apparati di sicurezza
Tensione in aumento tra Stati Uniti e Iran: Trump esamina opzioni militari dopo lo stallo sul nucleare e sui missili. Portaerei Usa in avvicinamento, contatti indiretti falliti e minacce più esplicite dalla Casa Bianca.
Donald Trump sta prendendo in considerazione un possibile attacco all’Iran dopo il mancato avanzamento dei contatti preliminari sul programma nucleare di Teheran e sulla produzione di missili balistici. Le discussioni interne all’amministrazione americana si sono intensificate negli ultimi giorni, mentre la Casa Bianca analizza scenari operativi.
Tra le ipotesi allo studio figurano raid aerei contro figure di vertice iraniane e responsabili della sicurezza ritenuti coinvolti nelle uccisioni di manifestanti, oltre a operazioni mirate contro siti nucleari e strutture governative. Il presidente non ha ancora dato il via libera definitivo, ma ritiene di avere oggi un margine d’azione più ampio rispetto a inizio mese.
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A pesare è anche la presenza militare statunitense nell’area. Il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln è entrato nell’Oceano Indiano e sta avanzando verso la zona, pronto a sostenere eventuali operazioni o a rafforzare la protezione degli alleati regionali.
All’inizio del mese Washington e Teheran avevano scambiato messaggi attraverso canali indiretti, compresi contatti mediati da diplomatici omaniti. L’inviato statunitense Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avevano valutato l’ipotesi di un incontro per disinnescare la crisi.
Si è parlato brevemente di un faccia a faccia, ma il confronto non si è mai concretizzato. Non si sono aperte vere trattative dirette e, con il rafforzarsi delle minacce di azione militare da parte di Trump, i contatti si sono di fatto fermati.