Neonato prematuro operato per rara malformazione artero-venosa cerebrale a Milano
Un neonato prematuro colpito da una rara malformazione cerebrale è stato operato con una doppia procedura ad altissima complessità a Milano. Il piccolo, tre mesi, ora è fuori pericolo dopo settimane in terapia intensiva.
È nato prima del termine, da una gravidanza gemellare, e nei primi mesi di vita ha dovuto affrontare una sfida inattesa. I medici hanno scoperto nel suo cervello una malformazione artero-venosa, un intreccio anomalo di vasi sanguigni capace di sottrarre sangue al tessuto cerebrale sano e di esporre al rischio di emorragia.
L’anomalia, larga circa tre centimetri, è emersa durante i controlli riservati ai neonati prematuri. La risonanza ha mostrato un “nido” vascolare silente ma potenzialmente pericoloso, legato alla possibilità di danni neurologici in una fase in cui il cervello cresce rapidamente. Nei mesi successivi gli esami hanno indicato un peggioramento del quadro.
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Il bambino, che oggi ha tre mesi, è stato quindi indirizzato verso un trattamento combinato. La prima fase è stata un’embolizzazione endovascolare: attraverso i vasi sanguigni sono stati chiusi i rami che alimentavano la malformazione, una manovra particolarmente delicata su un paziente di peso e dimensioni così ridotte.
In un secondo momento i neurochirurghi sono intervenuti con una craniotomia per rimuovere definitivamente la massa di vasi anomali. Le procedure sono state coordinate tra neuroradiologi, neurochirurghi, anestesisti e specialisti della terapia intensiva neonatale e pediatrica, con il coinvolgimento di più équipe.
Dopo un lungo ricovero, trascorso anche lontano dalla sorellina gemella, il piccolo ha lasciato la terapia intensiva. Oggi muove i primi passi a carponi e i controlli parlano di un recupero neurologico rapido. Restano in programma follow-up multidisciplinari, sedute di fisioterapia e monitoraggi periodici per seguire l’evoluzione clinica.