Fabrizio Corona rimuove Falsissimo su Signorini ma rilancia: nuova puntata sul sistema Mediaset
Scontro acceso tra Fabrizio Corona e la magistratura milanese: rimosse due puntate del suo format, ma annuncia nuove rivelazioni sul mondo televisivo e parla di “sistema Mediaset” dopo il provvedimento del giudice.
Fabrizio Corona comunica di essersi adeguato a un’ordinanza del tribunale civile di Milano che gli impone di non diffondere materiale relativo ad Alfonso Signorini. La decisione ha portato alla cancellazione immediata delle puntate 19 e 20 del suo progetto online, insieme a video e contenuti collegati, compresi quelli pubblicati sui social.
L’ex agente fotografico precisa che l’oscuramento riguarda chat, immagini, filmati e testimonianze, elementi che — a suo dire — avevano generato un’enorme circolazione in rete, con numeri di visualizzazioni molto elevati. Sottolinea tuttavia che il materiale potrà tornare pubblico soltanto in caso di esito positivo del ricorso legale annunciato.
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Nonostante lo stop su questo fronte, l’appuntamento già fissato per il 26 gennaio viene confermato. Il focus, spiega, non sarà più direttamente su Signorini, ma su un contesto più ampio che definisce “sistema Mediaset”. Corona anticipa che citerà figure televisive note, volti dell’azienda e componenti della famiglia Berlusconi, evitando però i dettagli oggetto del divieto.
In un video diffuso online, i toni si fanno duri anche nei confronti del magistrato che ha firmato il provvedimento. Corona accusa il giudice di aver tutelato una persona potente e ribadisce che tutta la documentazione non divulgabile è stata o sarà consegnata alla Procura di Milano, dove è aperto un fascicolo nato dalla denuncia presentata dall’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno.
Sul piano giuridico interviene l’avvocato Ivano Chiesa, difensore di Corona, che contesta l’impostazione dell’ordinanza. Secondo il legale, il giudice avrebbe ritenuto che il suo assistito intendesse affrontare aspetti della sfera privata o dell’orientamento sessuale del conduttore, mentre la questione sollevata riguarderebbe, a suo dire, l’esistenza di un presunto sistema con possibili rilievi penali.
Chiesa definisce il provvedimento un caso anomalo nella sua esperienza professionale, sostenendo che in Italia non si possa impedire in via preventiva a qualcuno di esprimersi. Aggiunge però di aver invitato Corona a rispettare integralmente quanto disposto dal tribunale, in attesa di sviluppi e di un chiarimento formale da parte della magistratura.