Valentino, scontro tra Giancarlo Giammetti e Brunello Cucinelli dopo le esequie
Lo scontro tra protagonisti della moda esplode sui social dopo l’addio a Valentino Garavani, con accuse pubbliche, repliche radiofoniche e chiarimenti affidati alle agenzie.
La scomparsa di Valentino Garavani ha lasciato spazio anche a una polemica inattesa. A sollevarla è Giancarlo Giammetti, storico socio dello stilista, che sui social ha contestato duramente alcune dichiarazioni di Brunello Cucinelli rilasciate nei giorni delle esequie.
Secondo Giammetti, Cucinelli non avrebbe mai avuto un vero rapporto con Valentino. In un post dai toni accesi, sostiene che lo stilista non lo conoscesse personalmente e aggiunge di non averlo nemmeno notato durante il funerale, insinuando che fosse più impegnato a parlare con i media.
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Le parole contestate risalgono a un intervento di Cucinelli a una trasmissione radiofonica, dove aveva descritto il legame con Valentino come cordiale. Aveva raccontato di telefonate ricevute quando Garavani visitava le boutique del marchio e di richieste scherzose di sconti, accolte con rispetto e ammirazione.

Prima dell’ingresso in chiesa, Cucinelli aveva inoltre espresso apprezzamento pubblico per Valentino, definendolo una figura elegante e gentile, sottolineando il rapporto positivo con i collaboratori come segno distintivo della sua grandezza umana e professionale.
Interpellato successivamente, Cucinelli ha chiarito il senso delle sue affermazioni, spiegando che si trattava di una battuta detta con leggerezza. Ha ribadito la sua venerazione per Valentino, indicandolo come uno dei padri della moda italiana del Novecento insieme ad altri grandi nomi del settore.
Nel precisare la natura del loro rapporto, Cucinelli ha ammesso di non averlo frequentato di persona, ma di averlo conosciuto come cliente affezionato dei negozi del brand. Un gesto che, a suo dire, aveva sempre considerato motivo di orgoglio e riconoscimento.
Nel messaggio di commemorazione diffuso nei giorni della scomparsa, Cucinelli aveva dedicato a Valentino parole solenni, celebrandone il genio creativo, l’amore per la bellezza e il ruolo centrale nella storia della moda italiana del ventesimo secolo.