Alex Pretti ucciso a Minneapolis, governo e testimoni divisi sulla dinamica

La morte di un infermiere a Minneapolis riaccende le tensioni negli Stati Uniti, tra versioni contrastanti delle autorità e testimonianze che smentiscono la presenza di un’arma.

alex pretti

Un uomo di 37 anni, Alex Jeffrey Pretti, è stato ucciso sabato a Minneapolis durante un intervento di agenti federali. Le autorità sostengono che fosse armato e intenzionato a sparare, mentre due testimoni presenti sul posto affermano che non avesse alcuna pistola al momento dei colpi.

La vicenda arriva in un clima già teso negli Stati Uniti, segnato da settimane di proteste legate alle operazioni dell’ICE, rafforzata nell’ultimo anno dall’amministrazione Trump. Dopo altri episodi recenti, l’uccisione di Pretti rischia di diventare un nuovo punto di frizione sul tema dell’uso della forza da parte degli agenti federali.

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Pretti viveva a Minneapolis e non aveva precedenti penali, se non alcune sanzioni amministrative per infrazioni di parcheggio. Laureato all’Università del Minnesota, aveva lavorato come junior scientist presso la Facoltà di Medicina a partire dal 2012. Nel 2021 aveva ottenuto la licenza come infermiere professionale, valida fino a marzo 2026, e lavorava in terapia intensiva.

Nei giorni successivi alla sua morte ha iniziato a circolare sui social un video registrato prima dell’intervento fatale, in cui Pretti appare mentre cerca di difendere due donne durante un controllo degli agenti dell’ICE. Le immagini sono ora al centro del dibattito pubblico e delle richieste di chiarimenti sulla dinamica dell’uccisione.