Gaia Gelsi travolta da un treno a Empoli, esclusa l'ipotesi di suicidio

La morte di Gaia Gelsi, 22 anni, investita da un treno ad alta velocità a Empoli, scuote la Toscana. La polizia ferroviaria esclude il gesto volontario e ricostruisce una dinamica accidentale.

gaia gelsi

La polizia ferroviaria sta cercando di chiarire ogni dettaglio sulla morte di Gaia Gelsi, la volontaria di 22 anni originaria di Certaldo rimasta vittima di un drammatico incidente ferroviario nella serata di martedì alla stazione di Empoli.

La giovane era stata colpita da un convoglio ad alta velocità poco dopo le 21 del 20 gennaio. Le sue condizioni erano apparse subito disperate: soccorsa sul posto, era stata trasportata d’urgenza all’ospedale San Giuseppe di Empoli e successivamente trasferita al policlinico di Careggi, a Firenze, dove è deceduta nelle ore successive.

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Dai primi accertamenti emerge che Gaia si trovava sul binario 1 quando è sopraggiunto un Frecciargento diretto verso Firenze, un treno che attraversa la stazione senza effettuare fermate. La velocità del convoglio, stimata intorno ai 150 chilometri orari, non ha lasciato possibilità di intervento al macchinista.

L’urto è stato estremamente violento: la giovane avrebbe battuto la testa e sarebbe stata sbalzata a terra. I soccorsi sono intervenuti tempestivamente, ma le lesioni riportate si sono rivelate incompatibili con la sopravvivenza.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, esaminate dagli investigatori, non mostrano elementi che facciano pensare a una spinta o al coinvolgimento di altre persone. Al momento, l’ipotesi del suicidio viene esclusa dagli inquirenti.

Alcuni testimoni presenti in stazione hanno riferito di aver urlato per avvisare la ragazza dell’arrivo del treno, senza ottenere risposta. Tra le possibilità al vaglio c’è quella di una distrazione, forse dovuta all’uso di cuffie o alla mancata percezione del pericolo imminente.

La notizia ha colpito duramente la comunità di Certaldo, dove Gaia era conosciuta per il suo impegno nel volontariato. La Misericordia locale, con cui collaborava attivamente, ha ricordato pubblicamente la giovane sottolineandone la generosità e la dedizione verso gli altri.