Incendio a Milwaukee, madre lancia la figlia dal secondo piano per salvarla: indagato un vicino per rogo doloso

All’alba un incendio intrappola una madre e la figlia in casa. Senza vie di fuga, la donna compie una scelta estrema per salvarla. Le indagini rivelano un rogo appiccato volontariamente da un vicino.

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Il fumo ha invaso l’appartamento in pochi istanti, rendendo impraticabile il corridoio e bloccando ogni possibilità di uscita. In quella manciata di secondi, una donna di 28 anni si è trovata davanti a un bivio senza alternative, con la figlia di 9 anni stretta a sé e le fiamme sempre più vicine.

La madre, Kessy, ha aperto la finestra del secondo piano e ha spinto la bambina nel vuoto, puntando tutto sull’istinto e sulla speranza che qualcuno fosse sotto. Secondo quanto ricostruito, un residente già riuscito a mettersi in salvo ha visto la scena e ha afferrato la piccola prima che cadesse a terra.

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L’incendio è scoppiato poco dopo le 6:30 del mattino in un edificio residenziale di Milwaukee, trasformando rapidamente lo stabile in una trappola. Le fiamme hanno reso inagibili otto appartamenti e costretto circa 25 persone ad abbandonare le proprie case, rimaste gravemente danneggiate.

La bambina è stata soccorsa e dimessa dall’ospedale con una ferita a una gamba e sintomi lievi da inalazione di fumo. Le condizioni della madre restano invece gravi: è ricoverata in terapia intensiva, sedata e assistita da supporti respiratori a causa delle ustioni e dei danni riportati.

I familiari hanno avviato una raccolta fondi per far fronte alle conseguenze dell’incendio. In poche ore, l’abitazione e tutti i beni della famiglia sono andati distrutti, compresi effetti personali che non potranno essere recuperati o sostituiti.

Le indagini hanno escluso l’ipotesi di un incidente. Secondo gli inquirenti, l’incendio sarebbe stato provocato volontariamente da un vicino di casa, un uomo di 44 anni residente nello stesso edificio. I filmati delle telecamere di sorveglianza lo mostrerebbero mentre sposta alcuni oggetti all’esterno ore prima del rogo.

Dopo l’arresto, l’uomo avrebbe ammesso di aver cosparso di benzina il corridoio e di aver appiccato il fuoco con un accendino. Agli investigatori avrebbe riferito di aver agito perché infastidito dal presunto consumo di marijuana da parte di altri residenti.

Il sospettato deve ora rispondere di otto capi d’imputazione, tra cui incendio doloso e lesioni gravi. Le autorità stanno proseguendo gli accertamenti per chiarire ogni responsabilità legata al rogo e alle conseguenze subite dagli abitanti dello stabile.