Aumento prezzo sigarette di 5 euro: raccolta firme per legge popolare contro il fumo

Parte la raccolta firme per una legge popolare che propone di aumentare di 5 euro il prezzo dei prodotti da fumo. L’obiettivo è ridurre il consumo, prevenire i tumori e destinare nuove risorse al Servizio sanitario nazionale.

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È iniziata la mobilitazione nazionale per sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare che punta ad aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti legati al fumo e all’inalazione di nicotina, incluse sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. La sottoscrizione è aperta a tutti i cittadini maggiorenni attraverso la piattaforma istituzionale dedicata, utilizzando identità digitale.

Perché il testo possa arrivare all’esame del Parlamento servono almeno 50mila firme. Una soglia che i promotori intendono raggiungere facendo leva su una partecipazione diffusa, considerata decisiva per avviare un confronto legislativo su uno dei principali temi di sanità pubblica.

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L’iniziativa nasce con una duplice finalità: ridurre il numero di fumatori e generare nuove entrate da destinare al Servizio sanitario nazionale. Secondo le stime, un aumento significativo del prezzo potrebbe determinare un calo dei consumi fino al 37%, contribuendo a salvare vite e a contenere i costi sanitari legati alle patologie fumo-correlate.

Il fumo resta il principale fattore di rischio oncologico. In Italia è responsabile del 27% dei casi di cancro e di circa 93mila decessi ogni anno. L’impatto economico complessivo, tra spese dirette e indirette, è stimato in 26 miliardi di euro, un peso rilevante per la sostenibilità del sistema sanitario.

Il tumore del polmone rappresenta ancora la prima causa di morte oncologica nell’Unione europea. Le evidenze epidemiologiche indicano che il controllo del tabacco è il pilastro della prevenzione non solo per questa neoplasia, ma anche per altre forme tumorali, come quelle del pancreas.

Preoccupano in particolare i dati di genere: se negli uomini l’incidenza del tumore del polmone è in calo, tra le donne si registra una crescita marcata. Tra il 2003 e il 2017 i nuovi casi maschili sono diminuiti del 16,7%, mentre quelli femminili sono aumentati dell’84,3%. Oggi circa il 20% delle donne in Italia fuma.

Le malattie legate al fumo sono almeno 27 e includono patologie respiratorie croniche e disturbi cardiovascolari. L’abitudine tabagica resta diffusa anche tra i giovani: quasi un quarto degli adulti fuma e il 10% degli under 19 è già tabagista, con il rischio di mantenere il comportamento per tutta la vita.

Le esperienze internazionali indicano che un forte incremento dei prezzi è tra le misure più efficaci per ridurre il numero di fumatori. L’aumento del costo dei prodotti da fumo inciderebbe soprattutto sui più giovani, meno autonomi economicamente, favorendo al tempo stesso benefici sanitari ed economici anche per gli adulti che scelgono di smettere.