Valeria Marini, la rivelazione della madre Gianna: Era incinta e vittima di violenza, l'ho portata via

Una testimonianza familiare riapre una ferita profonda del passato di Valeria Marini, tra violenza, paura e una fuga improvvisa che le ha cambiato la vita.

valeria marini

Un racconto duro, affidato alla voce di Gianna Orrù, madre di Valeria Marini, che ha ripercorso uno dei momenti più drammatici vissuti dalla figlia quando era ancora minorenne. La donna ha spiegato che Valeria subì violenze da parte di un uomo e che, in quel periodo, era anche incinta.

Secondo quanto ricostruito, Valeria tornò a casa una sera con evidenti segni sul volto: un labbro ferito e un occhio tumefatto. Di fronte a quella scena, la madre capì che l’unica soluzione possibile era allontanarla immediatamente da quell’ambiente. Nel giro di poche ore, le due fecero le valigie e si diressero verso l’aeroporto.

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La partenza avvenne dalla Sardegna, con un’attesa prolungata prima a Cagliari e poi a Roma. Dopo quel viaggio, per molto tempo madre e figlia non fecero ritorno sull’isola, segnando una frattura netta con quel periodo della loro vita.

Durante il racconto, è intervenuta anche Valeria Marini, che ha riconosciuto pubblicamente il ruolo decisivo della madre. Ha parlato di una relazione distruttiva, definita un vero e proprio “buco nero”, spiegando che senza quell’intervento forse oggi non sarebbe riuscita nemmeno a raccontare quanto accaduto.

Gianna Orrù ha poi espresso senza filtri il proprio giudizio sulle relazioni sentimentali della figlia nel corso degli anni, sottolineando di non aver mai nutrito particolare stima per i suoi compagni, fatta eccezione per Patrick Baldassarre, con il quale mantiene ancora rapporti cordiali.

Nel ricordare altre figure del passato, la madre ha ridimensionato episodi giovanili e flirt estivi, mentre ha descritto come complesso e conflittuale il periodo vissuto accanto a Vittorio Cecchi Gori, segnato da frequenti tensioni.

Uno degli episodi più forti riguarda una telefonata ricevuta da Valeria in lacrime, con la richiesta di raggiungerla immediatamente. Gianna Orrù racconta di essersi messa alla guida senza esitazioni, raggiungendo l’abitazione romana dove la figlia viveva in quel periodo.

All’arrivo, però, l’uomo presente in casa avrebbe evitato il confronto, chiudendo la porta e allontanandosi. Un gesto che, secondo la madre, dimostrava il timore di affrontarla. Per Gianna Orrù, la priorità è sempre stata una sola: la sicurezza e il benessere di sua figlia.