Djokovic e il rito a Melbourne: l'abbraccio quotidiano al fico brasiliano all'Australian Open
Novak Djokovic racconta un rituale personale che lo accompagna da anni a Melbourne: l’abbraccio quotidiano a un albero nei giardini cittadini, diventato simbolo di equilibrio, energia e continuità durante l’Australian Open.
Novak Djokovic continua a sorprendere non solo per i risultati in campo, ma anche per il suo rapporto profondo con la dimensione mentale e simbolica dello sport. Durante l’Australian Open 2026, il campione serbo ha condiviso un’abitudine che coltiva da oltre vent’anni nei giardini di Melbourne.
Ogni giorno, prima o dopo gli impegni sul cemento, Djokovic si ferma davanti a un fico brasiliano che considera un punto di riferimento personale. Un gesto semplice, ma carico di significato: un abbraccio che, secondo lui, lo aiuta a ritrovare equilibrio e concentrazione.
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Il tennista ha descritto quell’albero come il suo compagno più fedele in Australia, un simbolo di continuità che lo ha accompagnato nei momenti difficili e in quelli più luminosi della carriera. Per Djokovic, il legame con la natura rappresenta una fonte di forza autentica, capace di trasmettere serenità e stabilità emotiva.
Secondo il campione serbo, la relazione con quell’albero non è soltanto una suggestione, ma una vera e propria amicizia costruita nel tempo, fondata su rispetto, gratitudine e senso di appartenenza. Un rapporto che, a suo dire, dura da oltre due decenni.
Djokovic ha anche parlato del percorso di avvicinamento al torneo, sottolineando come la sua preparazione sia stata volutamente diversa rispetto al passato. L’off-season più lunga gli ha permesso di lavorare in modo mirato senza disputare tornei di avvicinamento.
Il numero uno serbo ha spiegato di sentirsi soddisfatto delle sensazioni raccolte finora, nonostante l’assenza di partite ufficiali per oltre due mesi. L’impatto con la competizione è stato positivo e i segnali emersi in campo lo hanno incoraggiato a proseguire su questa linea.
Per Djokovic, l’Australian Open resta un luogo speciale, non solo per i successi sportivi, ma anche per il legame costruito nel tempo con l’ambiente che lo circonda. Un equilibrio tra corpo, mente e natura che continua a far parte della sua identità agonistica.