Juventus-Benfica 2-0, pagelle bianconere: Thuram decisivo, McKennie ovunque, David in ombra

La Juventus supera il Benfica 2-0 e consolida il cammino europeo con una ripresa autoritaria. Thuram e McKennie firmano il successo, mentre i portoghesi falliscono un rigore nel finale che avrebbe potuto riaprire la gara.

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Il confronto della penultima giornata di Champions League si chiude con un successo meritato della Juventus, che dopo un primo tempo incolore cambia passo nella ripresa. Le reti di Thuram e McKennie indirizzano il match, mentre Pavlidis spreca dal dischetto all’81’ calciando fuori dopo una scivolata.

Di Gregorio si conferma affidabile: risponde presente su due tentativi pericolosi del Benfica e gestisce con sicurezza anche il gioco con i piedi. Il rigore sbagliato dagli avversari gli sorride, ma la sua prestazione resta solida e convincente.

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Kalulu svolge il compito con ordine, senza sbavature evidenti, ma rinuncia spesso a spingere. Più autorevole Bremer, che chiude ogni spazio con tempismo e personalità, guidando la linea con atteggiamento da leader.

Kelly firma una delle prove più convincenti in maglia bianconera: decisivo nell’anticipare Pavlidis su una respinta corta, evita un gol già scritto e trasmette sicurezza in ogni intervento.

Cambiaso alterna buone corse a scelte poco incisive. L’impegno non manca, ma l’efficacia sì. Cabal, entrato nella ripresa, offre maggiore equilibrio e semplicità nelle giocate.

Thuram è una minaccia costante quando accelera palla al piede. Non sempre lucido nell’ultimo passaggio, trova però il modo di incidere con il gol che rompe l’equilibrio e cambia l’inerzia della partita.

Locatelli gestisce il ritmo con personalità, cercando spesso il cambio di gioco. Un errore in uscita rischia di costare caro, ma la sua prova resta nel complesso sufficiente. Koopmeiners entra nel finale senza lasciare traccia.

McKennie vive due partite in una: impreciso e poco incisivo nel primo tempo, devastante nella ripresa dopo il cambio di posizione. Segna il 2-0, sfiora il bis e copre ogni zona del campo con energia continua.

Miretti fatica a trovare la giocata giusta. Confuso nelle scelte, spreca anche un’ottima occasione di testa. L’ingresso di Conceicao cambia il volto della squadra: vivace, imprevedibile e capace di alzare subito il ritmo.

Yildiz è il più brillante nel primo tempo, vicino al gol in più di un’occasione. Cala alla distanza, ma resta tra i più propositivi. Kostic entra solo per pochi minuti.

David non riesce mai a liberarsi con continuità dalla marcatura, sbaglia anche una buona opportunità di testa e resta ai margini del gioco. Openda non porta l’impatto sperato dalla panchina.

Spalletti ottiene la risposta attesa dopo il passo falso in campionato. La squadra soffre nella prima frazione, poi reagisce con personalità e porta a casa un successo pesante per il percorso europeo.