Board of Peace per Gaza, Meloni chiede tempo: apertura dell'Italia ma nodi costituzionali
L’Italia non chiude al Board of Peace per Gaza, ma segnala criticità costituzionali che richiedono verifiche. Giorgia Meloni ribadisce disponibilità e interesse, chiedendo tempo per valutazioni giuridiche e politiche.
Giorgia Meloni ha chiarito che l’Italia non può procedere a una firma immediata sul Board of Peace per Gaza a causa di alcune incompatibilità costituzionali emerse dall’analisi dello statuto. La premier ha spiegato che il quadro normativo impone un approfondimento prima di qualsiasi adesione formale.
Secondo Meloni, la richiesta di tempo non rappresenta una chiusura politica. Al contrario, la posizione italiana resta improntata alla disponibilità e all’interesse, con l’obiettivo di svolgere un ruolo attivo nei futuri percorsi di pace in Medio Oriente.
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La presidente del Consiglio ha ricordato come l’Italia possa offrire un contributo distintivo nel sostegno alla prospettiva dei due Stati e nella costruzione di un equilibrio duraturo nella regione. Ha inoltre sottolineato che autoescludersi da organismi di dialogo internazionale non sarebbe una scelta strategica per il Paese né per l’Europa.
Interpellata sul rapporto tra il Board of Peace e l’ONU, Meloni ha ribadito che nessun organismo può sostituire le Nazioni Unite, definite un punto di riferimento irrinunciabile. Il Board, ha aggiunto, nasce proprio all’interno di una risoluzione ONU e si configura come uno strumento complementare previsto dall’impianto multilaterale.