Calciomercato, la regola sui costi accende lo scontro in Serie A: Napoli bloccato, Milan contrario

Lo scontro sul calciomercato spacca la Serie A: una norma sui costi blocca diverse società e riaccende il dibattito in Lega. Napoli al centro del caso, ma la questione coinvolge quasi tutti i club.

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In Lega Serie A è esplosa una frattura profonda attorno all’indice del costo del lavoro allargato, parametro che condiziona le operazioni di mercato. La norma, così com’è formulata, impone a diversi club di vendere prima di acquistare, limitando di fatto la libertà di manovra.

Il Napoli è la società più esposta: avendo superato la soglia fissata a 0,8, è costretto a muoversi a saldo zero. Una situazione che potrebbe cambiare con l’inserimento delle riserve di liquidità nel calcolo dell’indice, proposta sostenuta dalla maggioranza dei club durante l’assemblea di Lega.

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Su venti società, sedici hanno votato a favore della modifica. Quattro, però, hanno scelto una linea diversa: Inter, Juventus e Roma si sono astenute, mentre il Milan ha espresso voto contrario, manifestando apertamente le proprie perplessità sulla revisione delle regole in corsa.

Il tema è approdato anche sul tavolo della FIGC, riunita in consiglio straordinario in videoconferenza. Dalla Federazione è arrivato un messaggio netto: per intervenire sulle norme federali serve l’unanimità dei club di Serie A.

Il consiglio federale condivide l’impostazione della maggioranza delle società, ma al momento non può procedere a una modifica formale delle Noif. Per questo è stata chiesta alla Lega una presa di posizione ufficiale da parte dei club contrari o astenuti, con la rinuncia preventiva a eventuali azioni future contro la Federazione.

Ora la decisione torna nelle mani del presidente Simonelli, chiamato a ricompattare la Serie A. Solo con un voto unanime il dossier potrà tornare sul tavolo e incidere concretamente sulle regole del calciomercato.