Paolo Di Nunno, morto l'ex presidente del Lecco che riportò il club in Serie B

Paolo Di Nunno si è spento a 78 anni. Imprenditore diretto e fuori dagli schemi, ha guidato la rinascita del Calcio Lecco fino al ritorno in Serie B dopo mezzo secolo, lasciando un segno indelebile nel calcio italiano.

paolo nunno

Il calcio italiano piange Paolo Di Nunno, scomparso a 78 anni. Imprenditore pugliese originario di Canosa, è stato il volto più riconoscibile della rinascita del Calcio Lecco 1912, culminata con lo storico ritorno in Serie B dopo cinquant’anni di assenza.

Arrivato in Lombardia dopo aver perso una gamba in un incidente agricolo durante l’infanzia, Di Nunno non ha mai nascosto il proprio carattere combattivo. Una determinazione che ha segnato anche il suo modo di vivere il calcio, sempre in prima linea e senza filtri.

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Il 12 giugno 2017 rilevò il Lecco all’asta fallimentare, presentando l’unica offerta e assumendosi anche i debiti sportivi del club. Da quel momento iniziò un percorso di ricostruzione che riportò gradualmente la società dal dilettantismo ai campionati professionistici.

Sotto la sua guida, il Lecco vinse il girone A della Serie D nel 2018-2019, tornando tra i professionisti dopo sette anni. Negli anni successivi la squadra si consolidò in Serie C, avvicinandosi più volte alla promozione.

Il punto più alto arrivò nella stagione 2022-2023. Dopo una partenza senza grandi aspettative, la squadra cambiò volto con l’arrivo di Luciano Foschi in panchina, chiuse terza la stagione regolare e si impose nei playoff contro Ancona, Pordenone e Cesena.

La doppia vittoria in finale contro il Foggia riportò il Lecco in Serie B, traguardo che mancava dal campionato 1972-1973. Un risultato considerato da molti come il capolavoro sportivo della presidenza Di Nunno.

Tra gli episodi rimasti nell’immaginario collettivo c’è la celebre invasione di campo in carrozzina, quando entrò sul terreno di gioco per protestare con arbitro e giocatori. Alla richiesta di uscire, rispose rivendicando la proprietà dello stadio e del progetto sportivo.

Non meno nota la sua aspra polemica con Claudio Lotito, con accuse pesanti e una causa legale legata a una controversia economica. Dichiarazioni che confermarono il suo stile diretto, spesso sopra le righe.

Di Nunno aveva un rapporto altrettanto acceso con una parte della tifoseria. Durante alcune partite casalinghe prendeva il microfono dello stadio per rispondere alle contestazioni, trasformando la tribuna in un prolungamento del campo.

Negli ultimi anni era presidente della Baranzatese, continuando a vivere il calcio con la stessa intensità. La sua figura resta legata a un modo di fare sport istintivo, passionale e profondamente personale.