Naomi Osaka agli Australian Open, il vestito jellyfish e il messaggio nascosto nel suo look

Naomi Osaka torna agli Australian Open con un outfit ispirato alle meduse, nato da un momento condiviso con la figlia. Un look simbolico, elegante e carico di memoria personale che unisce moda, sport e racconto intimo.

naomi osaka

Naomi Osaka ha trasformato ancora una volta l’ingresso in campo in una dichiarazione di stile. La tennista giapponese, oggi ventottenne, ha scelto per gli Australian Open un completo ispirato alle meduse, capace di fondere suggestione marina, design couture e significati personali.

Negli ultimi anni Osaka ha abituato pubblico e addetti ai lavori a look scenografici, spesso fuori dagli schemi sportivi tradizionali. Dopo l’outfit scintillante della scorsa stagione, l’apparizione a Melbourne ha segnato un nuovo punto di svolta, confermando la sua identità anche fuori dal rettangolo di gioco.

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«In campo mi sento elegante», ha raccontato la campionessa, spiegando come l’entrata nello stadio rappresenti per lei un vero cambio di pelle. Un passaggio che unisce concentrazione sportiva e consapevolezza estetica, senza rinunciare alla propria sensibilità.

Il vestito è stato realizzato dallo stilista Robert Wun, noto per le sue creazioni indossate da numerose star internazionali. L’idea, però, nasce da un momento familiare: una fiaba sull’oceano letta alla figlia Shai, che si è emozionata davanti all’immagine di una medusa. Da lì è nato il concept dell’abito.

La struttura del completo richiama forme fluide e organiche: una giacca tie-dye nei toni del turchese e del verde con elementi pendenti sulle maniche, abbinata a un top incrociato sulla schiena. La minigonna plissettata è sovrapposta a pantaloni bianchi a gamba larga, creando un equilibrio tra movimento e rigore.

A completare l’insieme, un cappello oversize con un lungo velo bianco e una farfalla applicata sulla sommità. Un dettaglio non casuale, pensato come richiamo a un episodio del 2021, quando una farfalla si posò sul volto della tennista durante una partita, diventando un’immagine simbolo.

Quel momento, semplice e delicato, è stato reinterpretato dallo stilista come filo narrativo del progetto. Un modo per legare passato e presente in un unico racconto visivo, trasformando l’outfit in una vera storia da indossare.

Con questo look, Osaka conferma la sua capacità di usare la moda come linguaggio personale, portando sul campo non solo talento sportivo, ma anche memoria, emozione e identità.