Chef stellato in difficoltà: offerte di lavoro fino a 2mila euro senza candidati
Dalla cucina di un hotel di lusso in Trentino parte un appello che racconta le difficoltà della ristorazione: posti disponibili, stipendi competitivi e benefit, ma poche candidature. Uno scenario che accende il dibattito sul lavoro tra i giovani.
Dopo un lungo percorso professionale tra località prestigiose e grandi città, Andrea Alfieri è tornato a Madonna di Campiglio per guidare le cucine dell’Hotel Majestic, struttura a quattro stelle superior. Una scelta di rientro che, però, si è scontrata con un problema sempre più frequente nel settore: trovare personale motivato.
All’inizio di gennaio lo chef ha deciso di esporsi pubblicamente, spiegando sui social di essere alla ricerca di nuove figure da inserire in brigata. Nel messaggio ha chiarito cosa cerca in un candidato: passione per il mestiere, cura della materia prima e attenzione ai dettagli. In cambio, ha messo sul tavolo condizioni considerate interessanti per il comparto.
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Oltre allo stipendio, infatti, il lavoro in una struttura alberghiera di alto livello garantisce vitto e alloggio. Alfieri ha voluto sottolineare che non si tratta di un problema occasionale: già nelle esperienze precedenti, anche in contesti urbani come Milano, la difficoltà nel reperire personale era evidente e negli anni la situazione è peggiorata.
Secondo lo chef, uno dei nodi principali riguarda la disponibilità al sacrificio. La ristorazione richiede turni impegnativi, presenza nei giorni festivi e durante i periodi di maggiore affluenza. Un impegno che, a suo avviso, molti giovani oggi non sono più disposti ad accettare, preferendo carichi di lavoro più leggeri.
Dal punto di vista economico, le cifre non sarebbero trascurabili: un commis di cucina può arrivare a percepire tra i 1.600 e i 1.700 euro mensili, mentre un capo partita può superare i 2.000 euro, con orari di otto ore al giorno e riposo settimanale garantito.
Anche la questione alloggi è stata chiarita. L’hotel mette a disposizione diverse strutture per i dipendenti, con camere doppie dotate dei comfort essenziali. Non si tratta di sistemazioni di lusso, ma di appartamenti curati e inseriti in contesti gradevoli, pensati per assicurare condizioni di vita dignitose a chi lavora in cucina.