Landini, Berlusconi e la frase sui cittadini: quando la sinistra ricalca il Cavaliere

Una frase usata da Maurizio Landini sul referendum riporta alla memoria un’espressione identica pronunciata anni prima da Silvio Berlusconi, riaprendo un curioso filo conduttore tra destra e sinistra nel linguaggio politico.

landini berlusconi

Durante un intervento sul prossimo referendum dedicato alla riforma costituzionale della giustizia, Maurizio Landini ha invitato l’esecutivo a non trattare gli italiani come un popolo di “coglioni”. Un’espressione che, per molti osservatori, ha immediatamente evocato un precedente celebre della politica italiana.

Nel 2006, a pochi giorni dal voto per le elezioni politiche, Silvio Berlusconi aveva infatti utilizzato parole quasi identiche davanti a una platea di commercianti, dichiarando di avere troppa fiducia nell’intelligenza degli italiani per pensare che avrebbero votato contro i propri interessi. Una frase che suscitò polemiche e reazioni immediate.

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Di fronte alle critiche, l’ex premier cercò di ridimensionare l’uscita parlando di ironia e di un linguaggio volutamente diretto, definito da lui stesso “rozzo ma efficace”. Nonostante le giustificazioni, l’espressione venne riproposta pochi giorni dopo, durante la chiusura ufficiale della campagna elettorale.

Negli anni, quelle parole sono rimaste nell’immaginario politico come uno dei passaggi più discussi del lessico berlusconiano. Oggi tornano indirettamente nel dibattito pubblico, questa volta attraverso un esponente di primo piano del sindacato e della sinistra.

Non è un caso isolato. Già lo scorso dicembre, la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti aveva utilizzato una serie di aggettivi durissimi nei confronti della ministra dell’Università Anna Maria Bernini, ammettendo poi di aver ripreso un appunto attribuito a Berlusconi.

L’episodio faceva riferimento a un foglietto con annotazioni critiche che l’ex premier aveva scritto durante una seduta parlamentare, mentre Giorgia Meloni si preparava a formare il governo. In quell’occasione, la futura presidente del Consiglio aveva risposto sottolineando di non essere ricattabile.

Tra citazioni dichiarate e richiami involontari, il linguaggio dell’ex leader di Forza Italia continua così a riemergere nel confronto politico, attraversando schieramenti diversi e riaffacciandosi nei momenti più delicati del dibattito istituzionale.