Grazia Di Michele critica Fazio e la tv degli hype: l'omaggio a Vanoni perde autenticità
La cantautrice esprime amarezza per l’assenza nello speciale su Ornella Vanoni e denuncia una televisione sempre più legata ai numeri e alle mode, a discapito delle storie artistiche autentiche e meno visibili.
Con un lungo messaggio pubblicato sui social, Grazia Di Michele ha scelto di rivolgersi direttamente a Fabio Fazio dopo lo speciale televisivo dedicato a Ornella Vanoni. Un intervento nato dal dispiacere per non essere stata coinvolta in una serata che, nelle intenzioni, voleva celebrare una delle voci più libere della musica italiana.
La cantautrice chiarisce subito di non rivendicare diritti particolari rispetto agli altri ospiti. Ricorda però il legame umano e artistico costruito negli anni con Vanoni, fatto di amicizia, collaborazione e condivisione di momenti personali e creativi che hanno lasciato un segno profondo.
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Secondo Di Michele, la sua presenza avrebbe potuto rappresentare una deviazione salutare da una regola non scritta: quella che porta in televisione quasi esclusivamente artisti sostenuti da numeri, visibilità digitale e capacità di adattarsi a ogni contesto mediatico, dalle grandi kermesse estive agli eventi religiosi, passando per festival e programmi nazionalpopolari.
Un invito, spiega, sarebbe stato l’occasione per mostrare anche percorsi meno allineati alle logiche degli hype, ma ricchi di contenuti, memoria e verità. Storie che non inseguono le mode, ma nascono da relazioni reali e da un vissuto artistico coerente.
Nel finale del suo intervento, Di Michele affida ai ricordi il valore più intimo del rapporto con Vanoni, definendoli legati da “fili d’oro”. Una ricchezza personale che la consola, ma che non cancella l’amarezza per un tributo che, a suo giudizio, ha finito per raccontare un’artista simbolo di libertà e trasgressione attraverso una cornice di omologazione televisiva.
Un’omologazione che, nella sua riflessione, sembra trasformarsi in una narrazione ripetitiva, incapace di restituire fino in fondo la complessità e l’indipendenza di una figura come Ornella Vanoni.