Milan-Como a Perth, Simonelli frena: ammissione di errore e aperture per il futuro
L’ipotesi di Milan-Como a Perth viene ridimensionata dal presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, che ammette l’azzardo dell’operazione ma apre a future gare oltre confine, in attesa di nuove regole internazionali.
Dopo mesi di polemiche, la Lega Serie A torna sull’idea di disputare una partita di campionato in Australia. Ezio Simonelli, presidente della Lega, riconosce pubblicamente che portare Milan-Como a Perth era probabilmente una scelta troppo rischiosa.
L’obiettivo iniziale era chiaro: ampliare la visibilità del calcio italiano nei mercati internazionali. Una strategia pensata per rafforzare l’immagine del campionato e intercettare nuovi pubblico e investimenti, ma che ha incontrato forti resistenze tra tifosi e addetti ai lavori.
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Secondo Simonelli, l’ipotesi era stata selezionata soprattutto per ragioni economiche, trattandosi della proposta più vantaggiosa ricevuta. Su quella base, la struttura della Lega aveva avviato tutte le attività organizzative necessarie per la realizzazione dell’evento.
Col passare del tempo, però, sono emerse criticità difficili da ignorare: dal lungo viaggio intercontinentale per i calciatori alle perplessità sul rispetto dell’equilibrio sportivo. Da qui la presa di distanza del presidente, che ammette come, a posteriori, l’idea potesse risultare eccessivamente ambiziosa.
Lo stop non viene però interpretato come una chiusura definitiva. Simonelli ritiene infatti possibile che, in futuro, una gara di Serie A all’estero possa diventare realtà, anche grazie alle modifiche regolamentari attese da Fifa e Uefa.
Una volta chiarito il nuovo quadro normativo, la Lega valuterà come muoversi. L’ipotesi resta quella di limitare l’impatto sul campionato, considerando che una sola partita su 380 potrebbe essere sacrificata per favorire la crescita internazionale del prodotto calcistico italiano.