Ranucci e Barbareschi, nuovo scontro sui fondi del Teatro Eliseo

La polemica tra Sigfrido Ranucci e Luca Barbareschi torna a infiammare la televisione pubblica, tra accuse, repliche social e un riferimento diretto ai fondi destinati al Teatro Eliseo che riapre uno scontro mai sopito.

ranucci barbareschi

La chiusura dell’ultima puntata di Report ha riacceso un confronto già teso. Sigfrido Ranucci ha affidato a poche parole il suo affondo: secondo il conduttore, Luca Barbareschi dovrebbe restituire otto milioni di euro al ministero della Cultura, che ne avrebbe richiesto la restituzione.

L’uscita non è stata casuale. Il riferimento è arrivato dopo un servizio dedicato ai finanziamenti pubblici al Teatro Eliseo, struttura di cui Barbareschi è proprietario. Subito dopo, Ranucci ha lanciato la sigla del programma successivo, accompagnando il passaggio con una frase ironica che ha fatto discutere.

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Lo scontro era iniziato pochi giorni prima, durante l’apertura di Allegro ma non troppo, in onda in seconda serata su Rai3. Barbareschi si era rivolto direttamente a Ranucci, accusandolo di non citare correttamente il suo nome e insinuando l’esistenza di attività di controllo a suo danno.

Nel suo intervento televisivo, l’attore e produttore aveva parlato di un presunto consulente commerciale legato alla redazione di Report, sostenendo di essere oggetto di attenzioni indebite da circa due anni e annunciando un’azione legale.

La risposta di Ranucci non si era fatta attendere. Attraverso i social, il giornalista aveva definito le parole di Barbareschi un attacco privo di fondamento, collegandole a una campagna mediatica contro Gian Gaetano Bellavia e precisando che nessuna autorità giudiziaria aveva mai parlato di spionaggio o dossier.

Con la chiusura della puntata dedicata ai contributi pubblici al Teatro Eliseo, Ranucci ha riportato la vicenda al centro dell’attenzione, ribadendo la questione degli otto milioni di euro e rilanciando uno scontro che continua a consumarsi a distanza, tra studio televisivo e dichiarazioni pubbliche.