Allerta rossa in Sardegna e Sicilia: evacuazioni, strade chiuse e trasporti ridotti per il ciclone Harry

Piogge violente e venti forti mettono sotto pressione Sardegna e Sicilia: evacuazioni, strade chiuse, trasporti ridotti e misure straordinarie per la sicurezza di residenti e categorie fragili.

allerta rossa

L’arrivo del ciclone Harry ha fatto scattare l’allerta rossa in ampie aree di Sardegna e Sicilia, con scuole chiuse, limitazioni alla mobilità e primi provvedimenti di evacuazione. La Protezione civile monitora l’evoluzione del fronte perturbato, mentre i Comuni attivano i piani di emergenza.

Le precipitazioni persistenti hanno già causato allagamenti diffusi e criticità sulla rete viaria. In Sardegna, il Comune di Torpè ha disposto l’evacuazione delle abitazioni situate in prossimità della diga e dei principali corsi d’acqua. L’ordinanza coinvolge diverse località rurali, dove il livello idrometrico sta aumentando in modo rapido.

Leggi anche Maltempo, il ciclone Harry colpisce il Centro-Sud: allerta rossa in Sardegna e Sicilia

Ai residenti è stato chiesto di lasciare temporaneamente le abitazioni e di raggiungere i punti di accoglienza individuati, tra cui la palestra comunale o altre strutture in zone considerate sicure. Le famiglie con persone non autosufficienti sono state invitate a segnalare la propria situazione per consentire interventi mirati da parte dei servizi comunali.

Nel Sulcis, la pioggia incessante ha portato alla chiusura di un tratto della statale 195 “Sulcitana”, tra Cagliari e Capoterra. La carreggiata, esposta alle mareggiate e a possibili cedimenti del terreno, è stata interdetta in entrambe le direzioni. Il traffico viene deviato su percorsi alternativi attraverso la statale 130 e la viabilità provinciale e locale.

La preoccupazione cresce anche nelle zone orientali dell’isola. A Urzulei è stato vietato il transito sulle strade di campagna a causa dell’innalzamento rapido dei livelli dei fiumi. Gli allevatori sono stati invitati a evitare ogni spostamento verso le aree montane, considerate particolarmente a rischio.

Tutti i Comuni interessati dall’allerta meteo mantengono un contatto costante con la direzione regionale della Protezione civile. A La Maddalena è stato chiuso l’accesso all’isola di Caprera per il pericolo di frane, caduta di alberi e cedimenti del terreno provocati dalle piogge intense.

Anche in Sicilia orientale la situazione resta delicata. Ad Acireale, nel Catanese, il sindaco ha ordinato l’evacuazione temporanea e immediata di alcune abitazioni nelle zone costiere più esposte. Forti venti, mareggiate e precipitazioni abbondanti potrebbero infatti creare condizioni di grave pericolo.

Il provvedimento riguarda specifiche vie nelle frazioni di Capo Mulini e Santa Maria La Scala, oltre ad alcuni tratti del lungomare. L’ordinanza resterà in vigore fino alla mattina del 21 gennaio, salvo modifiche legate all’evoluzione dell’evento. Chi non dispone di una sistemazione alternativa può rivolgersi al Centro operativo comunale per ricevere assistenza.

L’Amministrazione comunale ha invitato la popolazione a limitare gli spostamenti allo stretto necessario e a seguire con attenzione le indicazioni ufficiali. Le stesse raccomandazioni sono state diffuse in numerosi altri Comuni siciliani, dove le scuole restano chiuse in via precauzionale.

Le conseguenze del maltempo si riflettono anche sui trasporti. Rete ferroviaria italiana ha comunicato una riduzione del servizio su diverse linee tra Sicilia, Calabria e Sardegna, per garantire la sicurezza dei viaggiatori e del personale in presenza di condizioni meteorologiche avverse.

In questo contesto, il Codacons ha lanciato un appello per la tutela delle persone senza fissa dimora, tra le categorie più esposte ai rischi legati agli eventi estremi. Piogge intense, vento e possibili allagamenti rappresentano un pericolo concreto per chi vive in strada senza ripari adeguati.

L’associazione chiede l’attivazione immediata di una task force straordinaria dedicata all’assistenza dei clochard e delle persone in grave marginalità, con l’apertura di strutture di accoglienza temporanee, presidi mobili sul territorio, supporto sanitario di base e un censimento rapido delle presenze.

Secondo il segretario nazionale del Codacons, durante un’allerta rossa non basta limitarsi alle ordinanze di chiusura: è necessario garantire protezione anche a chi non ha una casa in cui rifugiarsi, attraverso interventi coordinati e tempestivi.

Nel Trapanese, l’Azienda sanitaria provinciale ha invitato la cittadinanza a recarsi negli ospedali solo in caso di reale emergenza. La presenza di alberi ad alto fusto nei pressi di alcune strutture sanitarie potrebbe infatti costituire un ulteriore fattore di rischio in caso di raffiche di vento e cedimenti.

Le autorità locali continuano a monitorare l’evoluzione del ciclone Harry, con l’obiettivo di prevenire ulteriori danni e garantire la sicurezza della popolazione nelle aree più esposte della Sardegna e della Sicilia.