Antonio Medugno in Procura sul caso Signorini: Mi hanno convinto che fosse normale
Antonio Medugno viene ascoltato dalla Procura di Milano nell’inchiesta che coinvolge Alfonso Signorini. L’ex concorrente del Grande Fratello Vip ribadisce accuse di abusi e pressioni, mentre il conduttore nega ogni responsabilità.
La Procura di Milano ha convocato Antonio Medugno per un’audizione decisiva nell’indagine che vede coinvolto Alfonso Signorini. L’ex concorrente del Grande Fratello Vip è stato ascoltato come persona offesa in un procedimento che ipotizza violenza sessuale ed estorsione.
Medugno, modello e creator digitale, ha ripercorso i fatti già denunciati poco prima di Natale, confermando la propria versione davanti ai magistrati Letizia Mannella e Alessandro Gobbis. L’interrogatorio si svolge con le procedure previste dal codice rosso, riservate ai casi di presunta violenza.
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Secondo il racconto fornito agli inquirenti, gli episodi contestati sarebbero avvenuti nell’abitazione milanese del conduttore. Medugno sostiene di non aver mai avuto rapporti sessuali con Signorini, ma di essere stato condizionato da chi lo rappresentava professionalmente in quel periodo.
“Mi fidavo del mio manager e ho sottovalutato tutto, perché mi avevano fatto credere che fosse la cosa giusta”, aveva spiegato in precedenza. Una convinzione che, col tempo, avrebbe lasciato spazio a una lettura diversa dei comportamenti subiti.
Al momento, in Procura non risultano altre segnalazioni simili a carico del presentatore. Signorini, intanto, ha scelto di sospendere i propri impegni con Mediaset, compresa la guida del Grande Fratello, respingendo pubblicamente ogni accusa.
Ascoltato dai magistrati il 7 gennaio, il conduttore ha negato l’esistenza di qualsiasi presunto sistema di favori sessuali, definendo le ricostruzioni emerse come infondate e lesive della sua reputazione professionale.
Secondo la sua linea difensiva, l’intera vicenda sarebbe parte di una strategia diffamatoria con obiettivi economici, attribuita a Fabrizio Corona, che avrebbe raccontato l’esistenza di un meccanismo illecito legato all’accesso e alla permanenza nella casa del Grande Fratello.
Proprio da una denuncia presentata da Signorini contro Corona per revenge porn è nato uno dei filoni dell’inchiesta. In quel contesto, la Polizia ha acquisito materiale digitale, tra cui immagini, video e conversazioni.
Quegli elementi avrebbero contribuito a spingere Medugno a formalizzare la propria accusa, inserendosi ufficialmente nel procedimento già avviato.
Ora gli investigatori stanno raccogliendo e confrontando tutte le versioni, insieme agli accertamenti tecnici e alle testimonianze. Solo al termine di questa fase verrà valutata la solidità complessiva delle accuse e l’eventuale estensione dell’indagine ad altri profili di reato.