Al Bano contro Carlo Conti e Romina Power: accuse, ricordi e verità senza sconti
Al Bano torna a parlare senza filtri tra rapporti familiari, Festival di Sanremo e ricordi di gioventù. Parole dirette, ironia tagliente e un passato fatto di sacrifici che ancora oggi definisce la sua identità.
A 82 anni Al Bano Carrisi non smorza il tono né addolcisce le parole. In una lunga intervista ha deciso di chiarire pubblicamente alcuni nodi irrisolti della sua vita personale e professionale, chiamando in causa Carlo Conti e Romina Power, due figure che continuano a segnare il suo percorso.
Il punto più delicato riguarda l’ex moglie. Tutto nasce da una definizione che Romina ha dato al brano “Felicità”, giudicato “banale”. Una frase che Al Bano ha vissuto come un affronto diretto, ricordando quanto quel successo abbia garantito guadagni importanti anche a lei. Per il cantante, si è trattato di un gesto di ingratitudine.
Leggi anche Al Bano in Costa Smeralda: Relax estivo e tensioni familiari con Romina Power e Loredana Lecciso
Pur riconoscendo l’amore condiviso in passato, oggi preferisce parlare di equilibrio e rispetto, più che di sentimenti ancora vivi. Nella sua quotidianità, il riferimento affettivo resta Loredana Lecciso, al suo fianco da oltre venticinque anni, definita l’unica vera “primavera” della sua vita.
Non meno accese le parole riservate al Festival di Sanremo. Al Bano ha annunciato la fine della sua partecipazione in gara, spiegando di aver vissuto con disagio i rapporti con la direzione artistica. Nei confronti di Conti ha parlato apertamente di scorrettezze, usando poi una battuta ironica che ha rapidamente trovato spazio sui social.
Nonostante la frattura, il cantante ha assicurato che continuerà a seguire il Festival, manifestando rispetto per una manifestazione che lo ha visto protagonista per quindici edizioni e che rimane parte fondamentale della sua storia artistica.
L’intervista si è spostata anche sui ricordi più lontani. Al Bano ha raccontato gli anni da cameriere a Milano, quando per orgoglio diceva alla famiglia di lavorare come impiegato comunale. Un periodo segnato da ristrettezze, tra pasti improvvisati e sogni coltivati in silenzio.
Indimenticabile l’episodio della settimana trascorsa mangiando solo pane e ananas sciroppato, convinto fosse carne. Un’immagine che sintetizza meglio di qualsiasi cifra il percorso che lo ha portato dalle 60 mila lire mensili ai milioni di copie vendute di Felicità.
Una traiettoria personale e artistica che continua a essere raccontata senza filtri, tra orgoglio, ironia e la consapevolezza di un cammino costruito partendo da molto lontano.