Belen Rodriguez e vaccini, scontro con Bassetti dopo il racconto sulla febbre

Belen Rodriguez racconta sui social una settimana difficile tra febbre e tosse, collegando i sintomi al vaccino. Le sue parole innescano la risposta dura dell’infettivologo Matteo Bassetti, che interviene per chiarire e prendere le distanze.

belen rodriguez

Belen Rodriguez ha condiviso con i follower un periodo complicato, segnato da febbre alta e tosse persistente. «Sono stata giorni a letto con 39 di febbre», ha spiegato, raccontando di essersi ripresa solo da poco dopo essere rimasta completamente senza energie.

Nel suo messaggio, la showgirl ha aggiunto un’osservazione personale che ha acceso il dibattito. Ha parlato di amici con sintomi simili e ha suggerito che, dopo il vaccino, molte persone avvertirebbero una sensazione di malessere generale. Nessun riferimento esplicito al tipo di vaccino, ma abbastanza per alimentare interpretazioni contrastanti.

Leggi anche Bassetti risponde a Belen sui vaccini anti-Covid

Il commento è rimbalzato rapidamente sui social, attirando l’attenzione di Matteo Bassetti. L’infettivologo ha scelto Instagram per replicare in modo diretto, invitando Belen a limitarsi al suo ruolo nel mondo dello spettacolo e a non entrare in questioni scientifiche, soprattutto quando si parla di salute pubblica.

Bassetti ha poi precisato che non è corretto attribuire un’influenza stagionale a una vaccinazione effettuata anni prima, sottolineando la differenza tra vaccino antinfluenzale e anti-Covid. Secondo il medico, se fosse stata effettuata la protezione contro l’influenza, i sintomi avrebbero potuto essere più contenuti.

Nel suo intervento ha ribadito che il vaccino anti-Covid ha contribuito a migliorare in modo significativo la vita collettiva, senza evidenze di un aumento di patologie correlate. Un messaggio accompagnato dall’invito a non diffondere affermazioni che possano creare confusione tra le persone.

Nonostante il tono critico, Bassetti ha riconosciuto le qualità personali e professionali di Belen, auspicando che le sue parole sui vaccini siano state dettate più da un momento di leggerezza che da una reale convinzione. Il richiamo resta però chiaro: sui temi sanitari serve attenzione, soprattutto quando si parla a un pubblico molto ampio.

La vicenda conferma quanto il confine tra racconto personale e dibattito scientifico sia sottile sui social, dove ogni parola può trasformarsi rapidamente in un caso nazionale.