Bruno Savoia morto dopo l'esplosione di un petardo a Capodanno, la denuncia della compagna
La tragedia di Capodanno a Vercelli si è conclusa con la morte di Bruno Savoia, 43 anni, ferito gravemente dall’esplosione di un petardo artigianale. La compagna denuncia ritardi nei soccorsi mentre la Procura valuta l’autopsia.
Bruno Savoia è deceduto nelle prime ore del mattino all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, dove era ricoverato in rianimazione dal primo gennaio. L’uomo, 43 anni, aveva perso la mano sinistra a seguito dello scoppio di un petardo costruito artigianalmente.
La notte di San Silvestro si trovava nel cortile del palazzo in cui abitava, in via Giacomo Leopardi, insieme ad alcuni amici. Secondo quanto ricostruito, avrebbe acceso l’ordigno pochi istanti prima dell’esplosione, che ha provocato un boato udito da numerosi residenti.
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Subito dopo l’incidente, gli amici lo hanno soccorso e caricato in auto per accompagnarlo al pronto soccorso. Le condizioni sono apparse fin da subito critiche, con la perdita completa dell’arto e gravi traumi all’addome, oltre a ustioni diffuse.
In ospedale è stato sottoposto a un intervento chirurgico complesso, ma i medici non sono riusciti a salvare la mano. Le lesioni interne e le complicazioni successive hanno reso il quadro clinico sempre più compromesso.
La compagna, Grazia, ha raccontato di aver contattato più volte il 118 senza ottenere un intervento tempestivo, parlando di numerose chiamate rimaste senza risposta immediata. Una circostanza che ora potrebbe essere oggetto di ulteriori verifiche.
Nelle prossime ore la Procura di Vercelli potrebbe disporre l’autopsia per chiarire con precisione le cause del decesso. Intanto i carabinieri proseguono gli accertamenti per ricostruire ogni fase dell’accaduto e definire eventuali responsabilità.