Groenlandia, Meloni boccia i dazi Usa e chiede dialogo nella Nato

Giorgia Meloni critica i nuovi dazi annunciati dagli Stati Uniti verso i Paesi coinvolti nella sicurezza della Groenlandia e invita a mantenere aperto il dialogo per evitare tensioni in un’area considerata sempre più strategica.

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L’aumento delle tariffe commerciali deciso dagli Stati Uniti contro alcuni Paesi europei impegnati nella sicurezza della Groenlandia viene giudicato da Giorgia Meloni come una scelta sbagliata. La presidente del Consiglio, intervenendo a Seul al termine della missione in Oriente, ha chiarito di non condividere la misura e di considerarla controproducente.

Nella stessa giornata, Meloni ha riferito di aver avuto colloqui diretti con il presidente americano Donald Trump e con il segretario generale della Nato Mark Rutte, annunciando ulteriori confronti con diversi leader europei per coordinare una posizione comune sulla vicenda.

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Secondo la premier, in questa fase è essenziale mantenere aperti i canali di comunicazione. L’obiettivo dichiarato è evitare una spirale di ritorsioni e favorire soluzioni condivise, capaci di tutelare gli interessi collettivi senza innescare nuove tensioni diplomatiche.

Il piano illustrato da Trump prevede che dal 1° febbraio 2026 venga applicata una tariffa del 10% su tutte le merci dirette negli Stati Uniti provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia. Dal 1° giugno dello stesso anno l’aliquota salirebbe al 25%.

Il presidente americano ha inoltre legato la possibile revoca dei dazi al raggiungimento di un accordo per l’acquisizione completa della Groenlandia, collegando così la politica commerciale a una più ampia strategia geopolitica nell’Artico.

Meloni ha ribadito di comprendere l’attenzione degli Stati Uniti verso la Groenlandia e l’Artico, definiti aree di forte valore strategico. Tuttavia, ha sottolineato che la gestione delle criticità dovrebbe passare soprattutto dalla Nato, considerata la sede naturale per costruire una deterrenza condivisa contro eventuali ingerenze ostili.

Proprio per questo, secondo la presidente del Consiglio, l’introduzione di nuove sanzioni rischia di indebolire il lavoro già avviato dall’Alleanza atlantica su un territorio che richiede cooperazione, equilibrio e una visione comune tra alleati.