Meloni sull'Artico e la Groenlandia: Italia pronta a valutare una presenza con la Nato
La premier rilancia il ruolo dell’Italia nei dossier più sensibili: Artico, Medio Oriente e Iran, chiedendo coordinamento Nato e dialogo politico. Dal Giappone, Meloni delinea le priorità strategiche in un contesto globale sempre più instabile.
Nel corso della missione in Giappone, Giorgia Meloni ha ribadito l’importanza di rafforzare i rapporti con i partner internazionali nei momenti di maggiore incertezza. Il confronto con la premier Sanae Takaichi ha confermato l’intesa tra Roma e Tokyo, due Paesi che la presidente del Consiglio definisce affini per visione e interessi strategici.
Tra i temi centrali affrontati, l’attenzione si è concentrata sull’Artico e sulla Groenlandia, tornati al centro del dibattito geopolitico. Secondo Meloni, la questione va affrontata esclusivamente nel perimetro della Nato, riconoscendo la rilevanza strategica dell’area e la necessità di una risposta condivisa tra alleati.
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La premier ha sottolineato come il rafforzamento della sicurezza in Groenlandia rappresenti un nodo reale, che non può essere eluso. L’eventuale coinvolgimento italiano, ha spiegato, dovrà essere discusso in modo coordinato, evitando iniziative isolate che rischiano di indebolire la coesione dell’Alleanza.
Nel commentare le iniziative di alcuni Paesi europei, Meloni ha escluso letture divisive, ricordando che l’Artico è già indicato come area strategica nei documenti ufficiali della Nato. Per questo, il confronto deve restare multilaterale, così da evitare interventi frammentati e poco incisivi.
Una linea condivisa anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha criticato l’ipotesi di piccoli contingenti nazionali inviati separatamente in Groenlandia, giudicandola poco credibile sul piano operativo e politico.
Riguardo alle prese di posizione degli Stati Uniti, Meloni ha interpretato i toni assertivi come un modo per richiamare l’attenzione su un’area a lungo sottovalutata. Ha però escluso scenari di intervento militare terrestre, ribadendo che la soluzione resta politica e passa da un maggiore impegno collettivo.
Lo sguardo si è poi spostato sul Medio Oriente. Sul possibile ruolo italiano nel board of peace per Gaza, la premier ha spiegato che le decisioni definitive non sono ancora state formalizzate, poiché manca la composizione dell’organismo politico, distinto da quello operativo già presentato.
Nonostante ciò, l’Italia ha confermato la propria disponibilità a contribuire in modo significativo alla costruzione del piano di pace, considerato un passaggio cruciale in un contesto regionale estremamente fragile.
Sul dossier iraniano, Meloni ha riaffermato la priorità della de-escalation, richiamando l’impegno costante dell’Italia nel favorire il dialogo. Ha espresso solidarietà al popolo iraniano e a chi manifesta per i propri diritti, condannando la repressione e chiedendo al regime di garantire l’incolumità dei cittadini.
L’obiettivo finale resta il ritorno a negoziati capaci di affrontare in modo concreto, soprattutto, la questione nucleare. Dopo la tappa giapponese, la missione prosegue a Seul, dove Meloni incontrerà il presidente Lee Jae Myung.