Abusi sessuali in fabbrica, archiviate le accuse: Sotto il seno non è zona erogena

La richiesta di archiviazione per un presunto caso di abusi sul lavoro a Biella riaccende il dibattito sui criteri giuridici utilizzati per valutare i comportamenti a sfondo sessuale nei luoghi professionali.

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Un procedimento per violenza e molestie sessuali sul lavoro, avviato contro un responsabile di reparto di 51 anni in un lanificio del Biellese, si è concluso con l’archiviazione delle accuse. La decisione è arrivata su richiesta della procura, che ha ritenuto non sufficientemente chiari alcuni elementi centrali della denuncia.

Secondo l’impostazione dell’accusa, non sarebbe stato possibile stabilire con precisione il punto del corpo toccato dall’uomo durante l’episodio segnalato dall’operaia. Il nodo della vicenda ruota attorno alla distinzione tra il seno, considerato area erogena, e la zona immediatamente sottostante, ritenuta invece priva di quella qualificazione.

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In aula, il pubblico ministero Dario Bernardeschi ha spiegato che la ricostruzione dei fatti non ha permesso di chiarire se la mano dell’indagato si sia appoggiata sul seno oppure appena sotto. Questa incertezza, per la procura, ha reso impossibile sostenere l’ipotesi di abuso sessuale con un adeguato fondamento giuridico.

La valutazione si è quindi concentrata su un criterio strettamente tecnico, legato alla definizione delle cosiddette zone erogene, determinando l’esclusione della rilevanza penale del gesto nel caso in cui il contatto fosse avvenuto al di sotto del seno.

Su queste basi, il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione, chiudendo il procedimento a carico del capo reparto. La motivazione, fondata sull’imprecisione del punto di contatto indicato nella denuncia, è destinata a suscitare discussioni sul modo in cui vengono interpretati e valutati i comportamenti a sfondo sessuale nei contesti lavorativi.