Referendum sulla giustizia, 500mila firme online: scontro tra Nordio e Conte
La mobilitazione contro la riforma della giustizia raggiunge quota 500mila firme online, tra reazioni politiche opposte e l’attesa delle prossime decisioni sui ricorsi e sulle date del voto.
La soglia delle 500mila firme è stata superata in poche ore sulla piattaforma digitale che sostiene il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. L’iniziativa, partita dalla richiesta di quindici cittadini, ha rapidamente raccolto adesioni in tutta Italia.
All’uscita da Montecitorio, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ribadito la propria fiducia nell’esito favorevole della consultazione. Secondo il Guardasigilli, il risultato del voto potrebbe confermare il sì al referendum anche a prescindere dall’esito dei ricorsi pendenti.
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Nordio ha ricordato che l’attenzione ora è rivolta alle decisioni sui ricorsi relativi alle date, attese per il 27 gennaio, sottolineando come l’iter giuridico resti un passaggio decisivo per la definizione del calendario.
Di segno opposto il commento del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che sui social ha definito il traguardo raggiunto un “segnale dirompente” contro quella che ha descritto come la riforma dell’ingiustizia firmata dal governo Meloni e dallo stesso Nordio.
Conte ha parlato di una mobilitazione nata nonostante, a suo avviso, una comunicazione mediatica favorevole alla riforma e un atteggiamento istituzionale volto a minimizzare la partecipazione popolare. Ha inoltre criticato l’accelerazione dei tempi verso il referendum, ritenuta penalizzante per il dibattito pubblico.
L’ex presidente del Consiglio ha invitato i cittadini a continuare a informarsi e a partecipare, sostenendo che la riforma non migliorerebbe la giustizia per i cittadini ma tutelerebbe la classe politica e gli esecutivi dalle inchieste.
Nel suo intervento, Conte ha infine richiamato il principio dell’uguaglianza davanti alla legge come fondamento della battaglia referendaria, ribadendo la volontà di contrastare la riforma attraverso il voto.