Ucraina-Russia: negoziati sempre più lontani mentre Kiev affronta l'emergenza energetica
Le tensioni tra Mosca e Kiev si intrecciano con l’emergenza energetica nella capitale ucraina, mentre il Cremlino rilancia pressioni politiche e l’Ucraina organizza una risposta permanente agli attacchi sulle infrastrutture.
Dal Cremlino arriva un nuovo messaggio diretto a Kiev. Il portavoce Dmitry Peskov ha affermato che il margine di manovra dell’Ucraina si sta progressivamente restringendo, invitando il presidente Volodymyr Zelensky ad assumere decisioni considerate “necessarie” da Mosca in questa fase del conflitto.
Nessuna conferma, invece, sulle indiscrezioni che parlano di una possibile apertura russa all’invio di una missione di peacekeeping in Ucraina, a condizione che coinvolga contingenti provenienti dalla Cina e da Paesi del Sud globale. Su questo punto, il Cremlino ha scelto di non esprimere alcuna posizione ufficiale.
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Nel frattempo, Kiev è alle prese con una situazione interna sempre più critica. Zelensky ha proclamato lo stato di emergenza nel settore energetico, con la capitale particolarmente colpita dalle conseguenze dei raid russi contro le infrastrutture.
Interi quartieri della città si ritrovano senza elettricità, riscaldamento e acqua corrente, mentre le temperature restano sotto lo zero. Per gestire la crisi, il presidente ha annunciato la creazione di una task force operativa 24 ore su 24, incaricata di coordinare gli interventi e garantire una risposta continua.
A guidare il piano sarà il nuovo ministro dell’Energia, Denys Shmyhal, chiamato a sostenere cittadini e amministrazioni locali nell’attuazione delle misure di emergenza. Zelensky ha definito su Telegram “gravi” gli effetti combinati degli attacchi e del peggioramento delle condizioni meteorologiche.
Dalla compagnia privata Dtek, il principale operatore energetico del Paese, arriva l’allarme sulla portata della crisi. Un portavoce ha spiegato che la situazione richiede un livello di coordinamento mai visto prima tra autorità pubbliche e fornitori di energia.
L’azienda ha accolto positivamente la decisione di istituire un centro di comando permanente, ritenendolo uno strumento fondamentale per affrontare un contesto definito senza precedenti. I tecnici di Dtek, è stato sottolineato, sono impegnati senza interruzione per ripristinare l’energia nelle aree colpite.
La società ha infine espresso riconoscenza verso tutti gli operatori del settore energetico ucraino, impegnati a lavorare in condizioni estreme per garantire servizi essenziali alla popolazione in un momento di profonda emergenza nazionale.