Iran, Tajani invita gli italiani a lasciare il Paese e riduce il personale in ambasciata
L’Italia invita i connazionali non residenti a lasciare l’Iran e riduce il personale in ambasciata, mentre il governo segue l’evoluzione della crisi e ribadisce la centralità del dialogo diplomatico.
La presenza italiana in Iran è stimata tra le 500 e le 600 persone. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, chi non risiede stabilmente nel Paese, come i turisti, è stato invitato a partire al più presto per motivi di prudenza.
Parallelamente, la Farnesina ha deciso di limitare l’organico dell’ambasciata italiana a Teheran, mantenendo soltanto il personale considerato indispensabile per garantire la continuità delle attività diplomatiche.
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Sulla possibile escalation militare, Tajani ha spiegato di non rilevare, al momento, decisioni operative da parte degli Stati Uniti contro l’Iran, sottolineando che ogni scelta spetterà all’amministrazione americana e auspicando una soluzione fondata sul confronto diplomatico.
Il governo italiano intende coordinare eventuali nuove iniziative con l’Unione europea, anche in vista del prossimo Consiglio europeo, dove si discuterà di possibili misure, comprese ipotesi di sanzioni.
Il ministro ha ribadito l’importanza di non interrompere i rapporti diplomatici con Teheran, ritenendo il dialogo uno strumento essenziale per favorire cambiamenti nell’atteggiamento delle autorità iraniane, in particolare sul tema dell’opposizione interna.
Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle ha presentato una risoluzione in Commissione Esteri della Camera per chiedere di evitare azioni militari unilaterali al di fuori del diritto internazionale e di rafforzare le iniziative diplomatiche e sanzionatorie della comunità internazionale.
Il testo è stato sottoscritto anche da esponenti di altre forze di opposizione e affiancato a un documento analogo depositato dal presidente della Commissione. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere un fronte comune contro l’ipotesi di un intervento armato.
Il Partito Democratico ha comunicato che sosterrà la risoluzione durante l’esame in commissione, nel tentativo di rafforzare una linea condivisa incentrata sul ruolo della diplomazia e sulla tutela del diritto internazionale.