Minneapolis, sparatoria durante un controllo: ferito un immigrato, tensione in città

Un controllo stradale finisce con un colpo di pistola e un uomo ferito a Minneapolis, riaccendendo le proteste e il confronto politico sull’immigrazione e sulla gestione dell’ordine pubblico negli Stati Uniti.

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Minneapolis torna al centro dell’attenzione dopo una nuova sparatoria che ha coinvolto un agente federale e un uomo colpito a una gamba durante un intervento legato al controllo del traffico. L’episodio si è verificato in un’area già segnata, pochi giorni prima, da un altro intervento armato che aveva portato alla morte di una donna.

Secondo le autorità, l’uomo ferito è un cittadino venezuelano, ritenuto successivamente privo di documenti regolari. Il controllo era iniziato come un normale fermo stradale, ma si è trasformato in un inseguimento quando il conducente ha perso il controllo del veicolo e ha tentato di fuggire a piedi.

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Durante la corsa, l’uomo avrebbe affrontato l’agente impegnato nell’arresto. Il Dipartimento per la sicurezza interna ha riferito che alcuni operatori sarebbero stati colpiti con oggetti come una pala o una scopa mentre cercavano di gestire la situazione, circostanza che avrebbe portato l’agente a esplodere il colpo.

Il ferito è stato trasportato in ospedale. Le sue condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero critiche. Le autorità locali hanno invitato la popolazione a evitare reazioni violente, riconoscendo il clima di tensione ma chiedendo di mantenere la calma.

Nel frattempo, in strada si sono radunati numerosi manifestanti. Il capo della polizia ha dichiarato illegale la protesta dopo il lancio di fuochi d’artificio, pietre e blocchi di ghiaccio contro gli agenti, ordinando lo scioglimento del corteo.

La vicenda ha avuto un’immediata eco politica. Il presidente Donald Trump ha attaccato duramente Minneapolis, descrivendola come una città priva di servizi e dominata da sprechi di denaro pubblico. In un messaggio diffuso sui social, ha accusato le amministrazioni locali di frodare i contribuenti.

Trump ha rivolto parole particolarmente dure contro le comunità di immigrati, citando in modo esplicito quella somala, e ha sostenuto che molte persone dovrebbero essere rimpatriate nei Paesi di origine. Le critiche si sono poi estese anche ad altri Stati, tra cui California, New York e Illinois.

Nel suo intervento, il presidente ha definito l’intero sistema una grande manipolazione politica sostenuta dai media, ribadendo l’intenzione di portare avanti una linea più rigida sull’immigrazione e sulla sicurezza urbana.