Chiara Ferragni prosciolta: cosa cambia tra immagine, contratti e possibili risarcimenti

Il proscioglimento di Chiara Ferragni chiude il capitolo penale, ma lascia aperti interrogativi su immagine, contratti e perdite economiche. La sentenza ridisegna lo scenario giuridico e riaccende il tema dei possibili risarcimenti.

chiara ferragni

Il Tribunale di Milano ha archiviato il procedimento che coinvolgeva Chiara Ferragni per le iniziative commerciali legate al Pandoro Pink Christmas e alle uova di Pasqua. La decisione ha eliminato ogni profilo di responsabilità penale, ma ha lasciato sul tavolo le conseguenze reputazionali ed economiche maturate durante mesi di forte esposizione mediatica.

La vicenda giudiziaria si è chiusa con un proscioglimento che nasce da una valutazione tecnica: è stata esclusa l’aggravante della minorata difesa dei consumatori online. Questo passaggio ha modificato l’inquadramento del reato, trasformandolo da truffa aggravata a truffa semplice.

Leggi anche Chiara Ferragni: Nonostante le multe e i risarcimenti, la sua Tbs Crew guadagna 4,4 milioni

Con la nuova qualificazione, l’azione penale poteva proseguire soltanto in presenza di una querela. Il Codacons, dopo aver raggiunto un accordo risarcitorio, ha ritirato la propria istanza, determinando l’estinzione del reato e la chiusura definitiva del processo.

Il giudice Ilio Mannucci Pacini, della terza sezione penale di Milano, ha quindi dichiarato il proscioglimento dell’imputata senza formulare alcuna condanna né accertare responsabilità personali. Lo stesso esito è stato esteso ai coimputati Fabio Damato e Francesco Cannillo.

Dal punto di vista giuridico, la sentenza certifica l’assenza di colpe penali. Sul piano pubblico, però, restano gli effetti prodotti da una lunga fase di attenzione mediatica, che ha inciso sulla percezione del marchio personale dell’influencer e sui rapporti con partner commerciali.

Nel periodo successivo all’apertura dell’inchiesta, diversi contratti sono stati sospesi o interrotti, mentre sui social si è registrata una riduzione dei follower. Elementi che alimentano il dibattito sulla possibilità di chiedere un risarcimento per i danni subiti.

La normativa consente, in astratto, di agire in sede civile qualora si ritenga dimostrabile un nesso diretto tra l’esposizione giudiziaria e le perdite economiche o d’immagine. Ogni valutazione, tuttavia, dipende dalla capacità di provare l’effettiva incidenza della vicenda sui risultati professionali.

Il caso Ferragni, oltre a chiudere un capitolo processuale, riporta al centro il tema del confine tra responsabilità penale e impatto mediatico, in un contesto in cui la reputazione digitale rappresenta una componente essenziale del valore economico personale.