Andrea Costantini trovato morto nella cella frigorifera: cosa emerge dall'autopsia

L’autopsia sul corpo di Andrea Costantini riapre il caso della morte avvenuta nella cella frigorifera di un supermercato di Termoli, tra attese per gli esami scientifici e l’invito dei legali a fermare le speculazioni.

andrea costantini

L’esame autoptico sul corpo di Andrea Costantini si è svolto all’ospedale di Pescara ed è durato circa due ore e mezza. L’uomo era stato rinvenuto senza vita lo scorso settembre nella cella frigorifera del supermercato di Termoli in cui lavorava.

L’autopsia è stata possibile dopo la riesumazione della salma, avvenuta all’alba nel cimitero di Penne, in provincia di Pescara. Alle operazioni hanno assistito i rappresentanti legali delle parti coinvolte e i carabinieri, incaricati di documentare ogni fase su disposizione del giudice.

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Il medico legale Cristian D’Ovidio ha effettuato diversi prelievi utili agli esami tossicologici, i cui risultati sono attesi entro tre mesi. È stato inoltre disposto un successivo esame del Dna, che potrà fornire ulteriori elementi utili all’indagine.

Alla riesumazione erano presenti anche i genitori di Andrea Costantini, che hanno seguito da vicino un passaggio ritenuto decisivo per comprendere cosa sia realmente accaduto al figlio.

L’avvocato della compagna dell’uomo ha criticato il clima mediatico che si è creato attorno alla vicenda, parlando di ricostruzioni e insinuazioni prive di riscontri tecnici che hanno esposto la donna a una pressione ingiustificata.

Secondo il legale, l’unico obiettivo condivisibile resta la ricerca della verità, attraverso dati scientifici e accertamenti ufficiali, evitando interpretazioni premature che rischiano di compromettere la serenità delle persone coinvolte.

Particolare attenzione è stata rivolta anche al figlio minorenne di Costantini, che sta affrontando l’assenza del padre in un contesto già reso più difficile dall’esposizione mediatica della vicenda.

La compagna di Andrea, ha ribadito il suo avvocato, non ha mai ostacolato le indagini e ha sempre collaborato con le autorità, nella convinzione che solo gli esami tecnici potranno chiarire in modo definitivo le cause del decesso.

L’autopsia viene considerata un passaggio indispensabile dell’inchiesta, un atto dovuto che rappresenta il punto di partenza per restituire un quadro oggettivo e fondato su elementi scientifici.