Autostrade, pedaggi in aumento dal 1° gennaio 2026: rincari contenuti ma diffusi sulle tratte
Dal 1° gennaio 2026 i pedaggi autostradali sono stati aggiornati all’inflazione. Gli aumenti sono limitati, ma incidono su tariffe già elevate, con differenze evidenti tra le varie tratte analizzate a livello nazionale.
Con l’inizio del 2026 è scattato l’adeguamento dei pedaggi autostradali su gran parte della rete italiana. L’intervento, legato all’andamento dell’inflazione, ha prodotto incrementi di pochi centesimi per singola tratta, ma va a sommarsi a costi che negli anni sono già cresciuti in modo significativo.
L’analisi condotta da prende in esame 38 tratte considerate rappresentative, evidenziando come i rincari non siano omogenei. In alcuni casi l’aumento si ferma a pochi centesimi, in altri raggiunge i 10 o 20 centesimi, a seconda del percorso e dell’area geografica.
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Secondo i dati diffusi dal , l’adeguamento medio previsto per il 2026 è pari all’1,5%, valore in linea con l’indice di inflazione programmata. Tuttavia, il monitoraggio dell’associazione dei consumatori restituisce una media effettiva leggermente più bassa, attorno all’1,1%.
Un dato che, preso singolarmente, può apparire contenuto, ma che assume un peso diverso se rapportato alle tariffe già in vigore e alla frequenza di utilizzo delle autostrade. Pendolari e lavoratori che percorrono quotidianamente le stesse tratte sono tra i più esposti all’impatto complessivo degli aumenti.
L’aggiornamento delle tariffe, spiegano dall’associazione, conferma un sistema di pedaggi che varia sensibilmente da tratta a tratta, rendendo difficile una valutazione uniforme dei costi e accentuando le differenze tra territori e collegamenti strategici.