Cyane Panine, la famiglia difende la ragazza con il casco e chiede giustizia
Dietro l’immagine della “ragazza con il casco” dell’incendio di Crans-Montana emerge la storia di Cyane Panine, giovane cameriera francese. La famiglia respinge ogni accusa e punta il dito su porte bloccate e mancanza di sicurezza.
Per giorni il suo volto è rimasto anonimo, associato solo a un casco e a un corpo trascinato tra fumo e scintille. Oggi, dietro quell’immagine simbolo dell’incendio di Capodanno al lounge-bar Le Constellation, c’è un nome: Cyane Panine, 24 anni, cameriera francese arrivata in Svizzera con il sogno di viaggiare.
I genitori, Jérôme e Astrid, descrivono una figlia solare, generosa, incapace di voltarsi dall’altra parte. Raccontano che, nel caos, Cyane avrebbe cercato di aiutare i clienti a uscire, ma si sarebbe trovata davanti a una porta che non si apriva. Per loro, il nuovo anno è iniziato senza luce.
Leggi anche: Crans-Montana, il fidanzato di Cyane Panine difende i Moretti dopo l'incendio
La famiglia rifiuta con fermezza qualsiasi tentativo di attribuirle responsabilità. L’avvocata Sophie Haenni ha avviato le procedure per costituirsi parte civile e ribadisce che la giovane è una vittima, non una colpevole. Secondo la difesa, quella sera Cyane non avrebbe nemmeno dovuto lavorare nel seminterrato.
Il suo incarico, spiegano i legali, era previsto al piano terra per l’accoglienza degli ospiti. Nessuna informazione sui rischi strutturali, nessuna formazione specifica sulla sicurezza. Il rivestimento del soffitto, risultato altamente infiammabile, avrebbe accelerato la propagazione delle fiamme in pochi istanti.
Al centro dell’inchiesta c’è ora la porta di servizio, trovata chiusa o ostruita. Un arredo o una chiusura irregolare avrebbero impedito la fuga a Cyane e ad altre persone, trasformando un’uscita in una trappola. Dietro quella porta la ragazza è stata rinvenuta in condizioni disperate.
Sui social, amici e conoscenti la ricordano con immagini e messaggi carichi di affetto. Tra loro c’è Camille, arrivata in Svizzera con lei cinque anni fa, che ha assistito ai tentativi di rianimazione sul marciapiede, incapace di accettare quanto stava accadendo.
L’amica conferma che, anche negli ultimi momenti, Cyane avrebbe pensato prima agli altri che a se stessa, cercando di indicare una via di uscita agli ospiti del locale prima di restare intrappolata nel fumo e nelle fiamme.