Assegno unico 2026: nuovo Isee, scadenze, importi e ricalcoli Inps
Dal 2026 cambia il calcolo Isee e l’Assegno unico segue nuove regole su importi, scadenze e ricalcoli. Le famiglie devono rinnovare l’indicatore per non perdere quote e arretrati, sfruttando un sistema più favorevole ai nuclei con figli.
Con la fine del 2025 è scaduta l’attestazione Isee in corso e dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore un nuovo metodo di calcolo. La riforma punta a rendere più accessibili le misure di sostegno alle famiglie, a partire dall’Assegno unico e universale.
Chi riceve l’Assegno unico deve rinnovare l’Isee 2026 per evitare riduzioni. In assenza di un indicatore valido, da marzo l’Inps eroga solo l’importo minimo previsto. La presentazione entro il 30 giugno consente invece il ricalcolo delle somme e il riconoscimento degli arretrati.
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L’Assegno unico spetta per ogni figlio a carico: fino ai 21 anni se sono rispettate specifiche condizioni, senza limiti di età per i figli con disabilità. La misura riguarda lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati.
Il nuovo Isee 2026 si applica alle principali prestazioni sociali, tra cui Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro, Assegno unico, bonus asilo nido, aiuti domiciliari e bonus per i nuovi nati.
Tra le novità più rilevanti c’è l’aumento della franchigia sulla prima casa, che sale a 91.500 euro e raggiunge i 120.000 euro per i residenti nei capoluoghi delle città metropolitane.
Per i nuclei con più figli è previsto un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Anche la scala di equivalenza viene rafforzata, con effetti positivi sul valore finale dell’indicatore per le famiglie numerose.
I sistemi Inps sono già adeguati al nuovo calcolo: le Dichiarazioni sostitutive uniche presentate dal 1° gennaio 2026 vengono elaborate secondo le nuove regole. Le domande inizialmente respinte con il vecchio Isee vengono riesaminate in automatico, senza necessità di ulteriori richieste.
Resta confermata l’esclusione dal patrimonio mobiliare di titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti postali fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Nelle Dsu precompilate l’operazione è automatica, mentre in quelle autodichiarate deve essere indicata dal cittadino.
Secondo l’Inps, la revisione dell’indicatore rende il sistema più equo e vicino alle esigenze reali delle famiglie, garantendo un accesso più semplice e immediato alle prestazioni sociali previste.