Forno a microonde e salute: come funzionano davvero le radiazioni

Le microonde spaventano per il nome, ma il loro funzionamento è spesso frainteso. Come agiscono davvero sul cibo, che tipo di radiazioni producono e perché non sono paragonabili a quelle pericolose?

forno microonde

Il forno a microonde è tra gli elettrodomestici più utilizzati e, allo stesso tempo, tra i più contestati. Le perplessità ruotano soprattutto intorno alla parola radiazioni, spesso associata a scenari allarmanti che poco hanno a che vedere con la realtà scientifica.

Il principio di funzionamento è semplice: all’interno dell’apparecchio si genera un campo elettromagnetico che stimola soprattutto le molecole d’acqua e di grasso presenti negli alimenti. Questa sollecitazione provoca vibrazioni rapide, dalle quali nasce il calore che consente di riscaldare o cuocere il cibo.

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A differenza dei forni tradizionali, che trasferiscono calore dall’esterno verso l’interno, il microonde agisce in modo più diretto sulle molecole. Da qui nasce l’idea, spesso semplificata, che il cibo venga scaldato “dall’interno”, anche se in realtà il processo resta fisicamente coerente con le leggi della termodinamica.

Il nodo principale riguarda la natura delle microonde. Si tratta di onde elettromagnetiche appartenenti alla famiglia delle radiofrequenze, le stesse utilizzate per le comunicazioni wireless. Non sono paragonabili alle radiazioni ad alta energia come i raggi X o i raggi gamma.

Solo le radiazioni definite ionizzanti possiedono l’energia necessaria per alterare il DNA, rimuovendo elettroni dagli atomi e favorendo mutazioni genetiche. In questa categoria rientrano anche parte dei raggi ultravioletti solari. Le microonde, invece, non hanno un’energia sufficiente per produrre questo tipo di effetto.

Le radiazioni non ionizzanti, come quelle emesse dal forno a microonde, sono in grado esclusivamente di far oscillare le molecole, generando calore per attrito. Non possono modificare la struttura chimica del DNA né indurre trasformazioni cellulari legate allo sviluppo di tumori.

Il timore nasce spesso dall’associazione linguistica tra la parola “radiazione” e la radioattività nucleare. In realtà, anche la luce visibile e le onde radio rientrano nella stessa grande famiglia fisica, pur avendo effetti completamente diversi sul corpo umano.

In sintesi, il forno a microonde utilizza un tipo di energia progettata per interagire con l’acqua degli alimenti e non con i tessuti biologici a livello molecolare. È questa distinzione, basata su dati fisici misurabili, a spiegare perché le microonde non rientrano tra le radiazioni considerate pericolose per la salute.