TikTok blocca le parodie di Baldelli su Gualtieri: l'algoritmo scambia la satira per furto d'identità
Un account satirico finisce nel mirino di TikTok per presunta impersonificazione. Simone Baldelli racconta il blocco della visibilità e difende le sue parodie sul sindaco di Roma, tra ricorsi respinti e ironia che continua altrove.
Un avviso secco, arrivato senza preavviso, ha cambiato il destino del profilo TikTok di Simone Baldelli. La piattaforma gli ha comunicato che l’account sarebbe stato limitato perché ritenuto potenzialmente fuorviante, con l’invito a modificare i dati entro sette giorni per evitare la sospensione.
Baldelli, ex deputato di Forza Italia e responsabile della comunicazione del partito, utilizza i social per proporre contenuti ironici e parodistici. In particolare, da tempo imita il sindaco di Roma Roberto Gualtieri in brevi sketch che giocano sull’immagine del primo cittadino impegnato nei cantieri della capitale.
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Nelle clip, l’autore indossa casco e gilet arancione, riproducendo in chiave caricaturale le apparizioni pubbliche del sindaco. Video che hanno raccolto condivisioni e commenti, costruendo una piccola community affezionata alle sue gag.
Per TikTok, però, quei contenuti sono stati interpretati come un possibile tentativo di impersonificazione. Secondo la piattaforma, il profilo potrebbe dare l’idea di rappresentare un’altra persona o un’organizzazione, violando così le regole interne.
Baldelli ha presentato un primo ricorso, respinto senza esito. Ne ha poi inoltrato un secondo, deciso a non arrendersi. A suo avviso, l’intervento dell’algoritmo dimostra una scarsa capacità di distinguere la satira da un reale tentativo di inganno.
L’ex parlamentare ipotizza anche che alcune segnalazioni possano aver contribuito alla decisione automatica del sistema. In ogni caso, rivendica la natura dichiaratamente parodistica dei suoi video e l’assenza di qualunque intento di confondere gli utenti.
Intanto la serie dedicata ai “cantieri” del sindaco prosegue su Instagram, dove Baldelli continua a pubblicare nuove clip. Il materiale, spiega, non manca e l’ironia resta il filo conduttore di un racconto leggero ma riconoscibile.
Il ritorno su TikTok resta una possibilità aperta, legata all’esito dei ricorsi e a un eventuale ripensamento della piattaforma, mentre la vicenda riaccende il dibattito sui limiti dell’automazione nel giudicare i contenuti satirici.