Crans-Montana, le condizioni dei feriti al Niguarda: Leonardo Bove resta in terapia intensiva

Undici giorni dopo l’incendio di Capodanno a Crans-Montana, dodici giovani restano ricoverati al Niguarda. Le condizioni cliniche restano complesse, con alcuni segnali di miglioramento e diversi quadri ancora ad alta criticità.

crans montana

A Milano, all’ospedale Niguarda, prosegue il lungo percorso di cura dei ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha aggiornato il quadro clinico parlando di «due o tre situazioni in netto miglioramento» tra i dodici giovani ricoverati.

Secondo quanto riferito, due pazienti potrebbero essere trasferiti a breve in altre strutture. Un altro ragazzo, invece, è considerato fuori pericolo: riesce a muoversi autonomamente, ma necessita ancora di medicazioni continue e di un monitoraggio costante.

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Restano invece nove i casi giudicati particolarmente delicati. I ragazzi dovranno affrontare un periodo prolungato in rianimazione e successivamente nei reparti specializzati per grandi ustioni. Le condizioni variano, ma il percorso terapeutico si annuncia complesso e di lunga durata.

Bertolaso si è soffermato in modo specifico su Leonardo Bove, trasferito domenica da Zurigo. Le sue condizioni sono state definite estremamente critiche. Il giovane, che in un primo momento risultava tra i dispersi, è attualmente ricoverato in terapia intensiva, intubato e sedato, come un altro coetaneo che si trova nel letto accanto.

Tra i pazienti c’è anche un ragazzo sottoposto a dialisi dopo una grave infezione, mentre un altro deve fare i conti con una patologia asmatica associata a ulteriori complicazioni respiratorie. In generale, il problema più serio riguarda proprio l’apparato polmonare.

Le sostanze tossiche inalate durante l’incendio stanno infatti causando conseguenze importanti, favorendo infezioni difficili da controllare. Secondo l’assessore, oggi le criticità respiratorie rappresentano l’ostacolo principale rispetto alle stesse ustioni.

Le prognosi restano tutte riservate. Il personale sanitario continua a seguire ogni paziente con tecnologie avanzate e un impegno costante, affrontando una battaglia clinica definita lunga e impegnativa.

Con l’arrivo di Leonardo da Zurigo, quasi tutti i ragazzi sono rientrati in Italia. Resta in Svizzera Elsa, una giovane di Biella che non è ancora trasportabile. Se le condizioni lo permetteranno, verrà probabilmente trasferita al centro ustioni di Torino, con la possibilità, in caso di necessità, di un eventuale ricovero anche a Milano.