Sharon Verzeni, Sangare si proclama innocente e lascia l'aula: chiesta l'assoluzione nel processo

Moussa Sangare ha interrotto la difesa nel processo per l’omicidio di Sharon Verzeni, proclamando la propria innocenza e chiedendo di tornare in carcere mentre il suo avvocato invocava l’assoluzione davanti alla Corte d’Assise di Bergamo.

sharon verzeni

Nel processo per l’omicidio di Sharon Verzeni, uccisa a coltellate a Terno d’Isola nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024, Moussa Sangare ha interrotto l’arringa del suo avvocato con parole nette e inattese.

Davanti alla Corte d’Assise di Bergamo, l’imputato ha dichiarato di considerarsi già innocente, spiegando di non riconoscersi nelle argomentazioni della difesa e di non voler ascoltare ricostruzioni che, a suo dire, finivano per coinvolgerlo ulteriormente.

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Sangare ha quindi chiesto di essere accompagnato fuori dall’aula per rientrare in carcere, sostenendo che la sua presenza in quel momento non avesse più senso dopo essersi «già giudicato innocente».

L’intervento è arrivato mentre l’avvocato Giacomo Maj parlava da circa mezz’ora. Il legale ha comunque proseguito, ribadendo la richiesta di assoluzione perché il fatto non sussiste, basandosi sulle ultime dichiarazioni rese dall’imputato.

La scena ha creato un momento di forte tensione in aula, segnando una delle fasi più delicate del dibattimento davanti ai giudici chiamati a valutare le responsabilità nell’omicidio della giovane donna.