Influenza stagionale, picco vicino e vaccino ancora utile: cosa sapere

L’influenza stagionale resta diffusa in tutta Italia, con un picco imminente e una possibile estensione dei contagi fino alla primavera. I medici ribadiscono l’importanza di prevenzione, monitoraggio dei sintomi e vaccinazione anche in questa fase.

influenza stagionale

L’epidemia influenzale continua a interessare una larga parte della popolazione italiana, con un numero di casi che rimane elevato in molte aree del Paese. Secondo i dati più recenti della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto superiore di Sanità, la diffusione del virus è entrata nella sua fase centrale, con un impatto significativo sull’attività dei servizi sanitari.

Al 4 gennaio, l’incidenza media si attesta intorno ai 14 casi ogni 1.000 adulti assistiti, mentre nei bambini sotto i quattro anni il valore sale fino a circa 37 casi su 1.000. Le stime provengono dalle segnalazioni settimanali dei medici sentinella e dai dati ospedalieri, che consentono un monitoraggio costante dell’andamento dell’epidemia.

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La temporanea riduzione dei contatti durante le festività natalizie potrebbe aver rallentato la circolazione dei virus respiratori, ma l’aumento degli incontri tipico di questo periodo può favorire nuove risalite dei contagi. L’anticipo del picco era stato previsto e sta trovando conferma anche nell’elevato numero di ricoveri legati soprattutto a complicanze respiratorie.

Il momento di massima diffusione è atteso nelle prossime due settimane. Tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni suggerisce che la fase finale dell’epidemia potrebbe protrarsi fino alla primavera, mantenendo una pressione costante sul sistema sanitario.

Secondo Tecla Mastronuzzi, coordinatrice della macroarea prevenzione della Simg, la circolazione dei virus resta intensa e richiede un’attenzione continua. Viene ribadita l’importanza di riconoscere tempestivamente i sintomi, evitare l’uso inappropriato dei farmaci e tutelare in modo particolare le persone più vulnerabili. La prevenzione, a partire dalla vaccinazione antinfluenzale, rimane lo strumento più efficace per limitare complicanze e ricoveri.

Negli ambulatori dei medici di famiglia si registra un forte aumento delle richieste di visita per febbre, tosse, malessere generale e difficoltà respiratorie. Crescono anche le domande di orientamento clinico da parte di cittadini incerti su come gestire i primi segnali dell’infezione, rendendo più complessa l’organizzazione dell’assistenza territoriale.

I medici sono chiamati a garantire il supporto quotidiano, individuare precocemente eventuali peggioramenti e monitorare con attenzione i pazienti più fragili. Questo scenario impone un’attenta gestione dei flussi negli ambulatori e un triage accurato dei casi.

Per contenere la diffusione del virus, la Simg invita a rafforzare tutte le misure preventive. Oltre al vaccino, ancora disponibile presso i medici di medicina generale e utile anche nella fase finale della stagione, restano fondamentali il distanziamento, l’uso delle mascherine in ambienti affollati e la corretta igiene delle mani.

Viene inoltre raccomandata una buona idratazione, sia come forma di prevenzione sia durante la malattia, insieme a comportamenti responsabili che possano ridurre il rischio di trasmissione e alleggerire il carico sul Servizio sanitario nazionale.