Rubina Aminian, studentessa uccisa durante le proteste in Iran
23enne studentessa iraniana colpita alla testa da un proiettile e uccisa mentre partecipava alle proteste: è la prima vittima la cui identità è stata resa pubblica nel contesto della violenta repressione in corso nel Paese.
Rubina Aminian, una giovane studentessa di design tessile e moda di 23 anni, è stata uccisa giovedì 8 gennaio a Teheran mentre lasciava il campus universitario per unirsi alle manifestazioni anti-governative, secondo quanto riportato da gruppi per i diritti umani.
Fonti vicine alla famiglia e all’organizzazione Hengaw hanno riferito che la studentessa curda, originaria di una zona del Kurdistan iraniano, è stata raggiunta da un colpo di arma da fuoco alla testa sparato da dietro a distanza ravvicinata.
Leggi anche Iran, Tajani ribadisce l'impegno italiano per diritti umani e libertà
L’identità di Rubina emerge in un’ondata di proteste che ha visto centinaia di persone uccise nel Paese durante scontri con le forze di sicurezza, mentre le autorità hanno imposto blackout di internet rendendo difficile verificare dettagli e numeri delle vittime.
Dopo il decesso, le autorità iraniane avrebbero inizialmente trattenuto il corpo impedendo cerimonie funebri nella comunità locale; successivamente, la famiglia è riuscita a prendere possesso della salma sotto stretta sorveglianza e con forti restrizioni sulla sepoltura.
Rubina Aminian è descritta da chi la conosceva come appassionata di moda e piena di entusiasmo per la vita, una giovane con progetti e sogni troncati dalla repressione in corso contro i manifestanti.