Sergio Costa, vicepresidente della Camera, racconta la sua lotta contro il tumore alla prostata e l'importanza della sanità pubblica

Sergio Costa, vicepresidente della Camera, ha rivelato di essere in cura per un tumore alla prostata e ha ringraziato la sanità pubblica per le cure ricevute, sottolineando come questa esperienza lo abbia profondamente cambiato.

Sergio Costa
Sergio Costa, vicepresidente della Camera, racconta la sua lotta contro il tumore alla prostata e l'importanza della sanità pubblica

Sergio Costa, 67 anni e figura di spicco del Movimento 5 Stelle, ha raccontato la propria esperienza con un tumore alla prostata diagnosticato alla fine di novembre e ha voluto condividere con i cittadini il percorso di cura che sta affrontando nelle strutture del servizio sanitario nazionale, ringraziando per l’assistenza ricevuta.

In un’intervista al Fatto Quotidiano, Costa ha descritto la scoperta della malattia e la successiva partecipazione alle terapie in ospedali pubblici, dove si è trattato come qualsiasi altro paziente, senza privilegi né corsie preferenziali. Ha sottolineato la dignità e la solidarietà che ha visto tra i malati in sala d’attesa, esperienze che gli hanno offerto una nuova prospettiva sulla vita e sulle priorità nella politica.

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Il deputato ha spiegato di aver scelto un ciclo di radioterapia piuttosto che l’asportazione chirurgica della prostata, decisione presa insieme alla moglie e al proprio urologo per evitare gli effetti collaterali più pesanti dell’intervento. Le sedute sono state eseguite in un reparto di radioterapia oncologica di alto livello e Costa le ha seguite anche nei giorni festivi durante il periodo natalizio.

Nella sua testimonianza ha messo in luce le differenze tra le questioni politiche quotidiane e la realtà vissuta da chi affronta una malattia grave, affermando che molte delle discussioni pubbliche appaiono irrilevanti di fronte a certe prove personali. Costa ha inoltre espresso la convinzione che servano più risorse e una migliore organizzazione per garantire a tutti i pazienti cure di qualità, evidenziando l’importanza di un sistema sanitario pubblico forte e accessibile.

Ha concluso spiegando che a marzo saranno effettuati esami per verificare se il trattamento ha avuto successo e ha ribadito la sua determinazione a combattere la malattia con fiducia, supportato dalla sua fede e dalla vicinanza della famiglia.